Saro Capozzoli
Bussola cinese
23 Giugno Giu 2013 1853 23 giugno 2013

EXPO 2015: una città in ostaggio delle corporazioni

La data d’inizio dell’Expo a Milano si sta avvicinando inesorabilmente e mi chiedo se siamo veramente pronti. Probabilmente arriveremo a dare l’ultimo tocco di vernice la sera prima dell’inaugurazione, com’è nel nostro stile latino, ma quello che mi lascia più perplesso è se la città sia realmente pronta a ricevere milioni di turisti nell’arco dello svolgimento dell’evento.

La mia impressione è che, anche per colpa della politica incapace di rompere i monopoli, la città si sia arroccata nel mantenere dei privilegi che recheranno solo danno a tutti e favoriranno pochi, a scapito della nostra immagine.

Pensate alla grande massa di persone che arriverà in città e che atterrando a Linate non troverà una metropolitana, ma neppure un misero tram che colleghi l’aeroporto con la città in maniera continua. Resteranno in balia dei tassisti e dei cosiddetti “tassinari” improvvisati che ancora oggi si offrono di portarti in maniera non “ufficiale” e con chissà quali costi. Stessa cosa con Malpensa dove seppure esista la ferrovia, se perdi la corsa, forse conveniva prendere un taxi se poi si deve aspettare in banchina per venti minuti il prossimo treno e farsi tutte le fermate prima di arrivare in città. Si potrà prendere un bus per la stazione Centrale, ma che resterà molto probabilmente imbottigliato nel traffico delle tangenziali.

Vorrei quindi capire a chi dobbiamo rendere conto della mancata costruzione della tratta di metropolitana tra Linate e la città, o dobbiamo pensare male? E spesso pensando male ci si azzecca.

Se fossimo un paese attento a queste cose, l’Expo di Milano diventerebbe un’occasione per creare servizi aggiuntivi ai taxi attuali, dato che, nonostante la categoria protesti sostenendo che ce ne sono anche troppi, il numero di tassisti è assolutamente insufficiente a rispondere alle esigenze di una importante metropoli come Milano, che non è limitata solo alla sola cinta urbana, ma si deve considerare tutto il business che vi gravita attorno e la popolazione non residente che ogni giorno entra in città.

Tutti noi trarremo beneficio da un servizio più puntuale e presente anche quando piove o in occasioni di eventi fierisrici. Il timore nasce proprio da questa constatazione: già ora con eventi straordinari, ma limitati, i taxi diventano mosche bianche, con l’Expo rischiamo la paralisi della città. L'Expo sarebbe un’ottima occasione per stabilire nuovi servizi di navetta alternativi, creando anche posti di lavoro inserendo novità come i risciò che si vedono anche oggi a Parigi che fanno servizio per i turisti nei quartieri storici, e navette gratuite da Linate verso il centro o le metropolitane più vicine per assicurare più alternative ai viaggiatori.

Altro collo di bottiglia saranno sicuramente gli albergatori che ne approfitteranno aumentando i prezzi e rendendo la nostra immagine peggiore di quello che accade ogni volta che si apre un evento fieristico in città. Non sarà il caso di fissare delle regole per evitare che la gente vada a Bergamo o Piacenza a dormire perché non potrà permettersi di stare in città?

Dopo l’esperienza dell’Expo di Shanghai che abbiamo vissuto qui in Cina in prima persona, spero che qualcuno pensi a questi dettagli. Ho assistito a tante visite di politici italiani in visita all'Expo del 2010, spero che almeno abbiano imparato qualcosa e che applichino immediatamente quegli interventi che potrebbero migliorare la nostra vita e immagine nel mondo.

Ricordo che il bigliettino da vista di una città per un visitatore che vi arriva, è spesso il primo incontro con un tassista e con i nostri servizi pubblici. Anzi, in verità il primo impatto è l'"incontro"con il carrello per i bagagli che nei nostri aeroporti lo si deve pagare per poterlo utilizzare! ogni volta che attendo il bagaglio al mio rientro in Italia, vedo turisti giapponesi, americani o cinesi che si affannano a trovare l'euro per poterlo avere! una cosa RIDICOLA! se si pensa che in Asia, e in gran parte dell'Europa, ti offrono negli aeroporti carrelli che nessuno si sogna di tassare e anche il servizio WIFI libero da subito e persino un servizio di telefono di cortesia (vedi a Hong Kong e Singapore) all'uscita dalla dogana per poter chiamare parenti o amici per tre minuti per avvertire che sei arrivato.

Se non iniziamo crescere e a fissare bene i principi di comportamento e i servizi di cortesia, rischiamo di aver lanciato un boomerang che ci si ritorcerà contro.

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