Young & Furious
24 Giugno Giu 2013 1950 24 giugno 2013

La sentenza Berlusconi vista da uno studente

Non c’è smentita. Ogni volta che un avvenimento politico o spesso giuridico riguarda Silvio Berlusconi, gli italiani si fermano, nemmeno fosse la finale dei mondiali e Grosso stesse per segnare il rigore decisivo. Se è vero il detto che quando una persona ti pensa senti fischiare le orecchie, non vorrei essere nei padiglioni auricolari del Cavaliere. Detto questo, Berlusconi ha anche la capacità di dividere gli italiani in due schieramenti, divisi da un vero e proprio disprezzo, roba che al palio di Siena sono tutti amici e fratelli. Ecco, oggi dopo l’ennesima sentenza vorrei provare a pormi in mezzo a questi due schieramenti.

Qualora scegliessi l’area “contro Berlusconi” a quest’ora avrei dovuto scrivere dodicimila stati sui social network festeggiando la sentenza e proclamando la beatificazione della Bocassini. Se invece dovessi schierarmi nel clan “pro Berlusconi” a quest’ora avrei dovuto sentenziare che il tribunale di Milano sembra quello di Teheran, che come al solito il cavaliere è un perseguitato e che la sentenza pronunciata dai giudici è tutto, tranne che giuridicamente corretta.

Io provo a pormi nel mezzo, evitando le simpatie politiche e provando a fare dei paragoni con l’entità della pena di altre sentenze degne di nota.

Lugi Spaccarotella è stato condannato in Cassazione a 9 anni e 4 mesi di reclusione per l’omicidio di Gabriele Sandri; l’omicidio quasi per gioco di Marta Russo è stato punito con la condanna di Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, rispettivamente puniti con cinque anni e quattro mesi il primo e quattro anni e due mesi il secondo; Ruggero Jucker, reo di aver assassinato la propria fidanzata sotto l’effetto di stupefacenti, è stato condannato, con un patteggiamento in appello a 16 anni di reclusione salvo poi essere stato liberato dopo dieci anni. Sono solo esempi, uno diverso dall'altro, ma rendono l'idea della correlazione tra il reato e la pena. Con questo elenco non voglio minimamente contestare la sentenza di oggi anche perché il mio presidente ideale è sposato e porta i figli al parco, per cui sia che Ruby fosse minorenne o maggiorenne farla presenziare a delle cene con il presidente del consiglio, per di più di una certà età, viene meno al mio credo di buon costume. D’altra parte non si può nemmeno negare che la sentenza abbia un grado di proporzione tra pena e gravità del reato molto forte, specialmente se paragonata agli esempi citati sopra. A mio parere qualcosa non quadra. Problema di attribuzione dei valori di gravità dei reati da parte dei giudici? Problema del codice? Problema di entrambi? A questi quesiti si aggiunge anche la capacità di Berlusconi, volontaria o meno, di far perdere la memoria. Ebbene si, perché quando c’è di mezzo lui, chiunque si dimentica che al paese servirebbe una riforma strutturale anche dal punto di vista giudiziario, che è anche tra le cause della nostra debolezza economica. I 26 mesi di processo dopo i quali Berlusconi è stato condannato sono quasi un record di precocità rispetto alla media con cui vengono giudicati i procedimenti degli altri cittadini. Per cui sia chi esulta sia chi si dispera per me sbaglia profondamente. Quando immagino persone in festa mi viene in mente il 2006 quando hanno affidato all’Inter, la mia squadra del cuore, lo scudetto revocato alla Juventus. Più che esultare, quel giorno ho pensato a come mi avrebbero preso in giro i compagni; a me esultare per le sconfitte degli altri e non festeggiare i miei successi ha sempre nauseato. Gran parte del Pd invece sembra aver adottato questo sistema come abitudine; sia mai che Renzi prima o poi riesca a portare il culto della vittoria grazie alle proprie forze e non alle squalifiche degli altri. A chi si dispera invece consiglio di guardare al proprio paese; non si chiama Berlusconi, ma si chiama Italia. Basta fare i tifosi, basta spendere il proprio tempo per un uomo che ha fatto nel bene e nel male la storia, ma che non può scrivere il futuro.
Il futuro dobbiamo scriverlo noi, insieme, passo dopo passo, idea dopo idea, partecipando alla vita pubblica e non alla vita di un sol uomo.

Andrea Casini

@andreacasini22

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