Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
25 Giugno Giu 2013 1318 25 giugno 2013

Grottesto #1

Copenhagen e' questa citta' mercantile e nobiliare, resa potente e ricca dalla sua collocazione geografica, nel punto di passaggio obbligatorio dei traffici marittimi verso il Baltico. Case austere, magazzini e questa presenza silenziosa del passato vichingo, delle storie di mostri marini e di mondi lontani. I palazzi sono spesso istoriati da volti grotteschi, di allegorie, i materiali del legno e dei mattoni che lasciano spazio a stucchi di animali fantastici. Grottescamente, il paese e' anche una culla del libertarismo, delle liberta' misurate, di Christiania, dei negozi e locali a luci rosse che si assecondano a fornai, parrucchieri e uffici di design di ogni tipo. I produttori di formaggio danesi riescono a produrre ogni tipo di formaggio al mondo. Un senso di liberta' satura, forse anche troppo. O, forse, un modo diverso di interpretare quella sottile linea fra liberta' personale e rispetto di leggi, leggi che devono evolversi con la societa', con i costumi. Perche' si puo' sviluppare una mentalita' moderna, senza abdicare alla tradizione, ci si puo'vestire in maniera sportiva e giovane senza sembrare delle imitazioni grottesche ed incartapecorite di un nostro se' giovane. Questo vale per le persone, come per le societa'. Si prova, si fallisce, anche, come mi dice un signore tatuato dalla testa ai piedi. L'Utopia di Christiania racconta una storia di asintoti della distribuzione del libertarismo, ma tutto consumato sulla propria pelle, su quella opalescente verita' di se'. Il miglior racconto su noi stessi, nel presente ostico e perturbato di questi anni, lo scriviamo noi, pero'. Non le tradizioni, le consuetudini, perche' quelle le creiamo noi. E sappiamo dove possiamo essere migliori, dove essere piu'ergonomici e disposti al compromesso sociale. Oppure, il racconto lo scriveranno gli archeologi e gli storici fra diecimila anni, perche' vedranno chiaramente dove abbiamo sbagliato, dove abbiamo costruito qualcosa che non poteva durare. Per quello, abbiamo le pietre, i palazzi, le sculture. La societa', invece, quella ce la portiamo con noi, nella genetica, nella domanda di societa', di comportamenti personali e collettivi che esprimano un desiderio di un domani migliore rispetto all'oggi. http://youtu.be/R_5r8xYTPz0 Copenhagen si apre come un racconto grottesco, un grottesto di un paese dove le contraddizioni, come le regole della societa' sembrano ancorarsi alle arenarie sotto le sabbie alluvionali e marine, come se la liquida societa' calvinista e mercantile potesse osare, testare con la morale popolare, perche' ha un posto dove tornare. La societa', le sue certezze, questo vorrei in un'Italia dove si guardi di piu' alla sostanza, al volto delle persone e meno al loro culo od alle loro scarpe. Le immagini grottesche dipingiamole, scolpiamole sui muri, ed evitiamo che ci comandino, dal basso della loro sete di potere. In mezzo ad un ponte vicino al palazzo reale, che si chiama Tempesta, la stessa tempesta valutaria, sociale, economica, metereologica del resto d'Europa, incontro un amico. Les banquiers du Pont Tempete. Il vento increspa le onde dei canali e dell'istmo. Per un attimo, mi sento sereno e tranquillo, nonostante il vento non adatto ai telonati. La domanda di societa', quella, rimane. Come una sete inesauribile di meglio. Cribbio. Kozelek/La Valle http://youtu.be/QgLverimjuE Perturbazione Mondo Tempesta http://youtu.be/HV4lKBjnxTk

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