THE BLAIR MUM PROJECT: blog di una mamma (e figlia) a Londra
27 Giugno Giu 2013 2226 27 giugno 2013

Pensavo, mentre lavoravo, e ascoltavo

e alla fine eccomi qua. come si fa ad essere inaspettate ma presenti, assenti ma con la testa e il cuore sempre vicine, invisibili lasciando il segno? come si fa a pensare ed essere pensate, desiderare ed essere desiderate? e perche’ la musica nelle orecchie per far tacere tutti questi pensieri, ne scaturisce mille altri, ancora piu’ potenti? perche’ il sole che brucia la mia pelle, mi rende felice e mi racconta storie lontane, passate di bagni al mare, tenendosi per mano, correndo nell’acqua, saltando fra le onde e poi di corsa in cabina a consumare un amore nato, fermato, bloccato, vissuto e mai finito? l’impazienza, il desiderio e la ragione che prova a fermare tutto, erano cosi’ gli anni da ragazzina innamorata, volavano via, veloci, eppure lasciavano il segno. e chissa’ se io capivo. o se vivevo e basta. una volta immersa non ne uscivo e non vedevo l’orizzonte, ero sotto acqua, in quel silenzio ovattato, in cui sai solo esser felice, trasportata dalla corrente, potente e leggera, ma poi ti ritrovi per aria, nel vento, dolce e fresco, profumato. ed in questo turbinio, nuoti, voli, in un continuo abbandono, sfuocato, ma forte, che ti entra dentro e ti svuota.

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