Nazionalista e ribelle
27 Giugno Giu 2013 1036 27 giugno 2013

Quando si dice la fine del capitalismo di relazione...

È di qualche giorno fa la presentazione del piano industriale di Mediobanca.

Il cambiamento di pelle, o il tentativo di farlo, è in atto ormai da dieci anni e tra tante difficoltà incontrate in questi anni sembrerebbe voler prendere la sua forma definitiva (?), diventare cioè una Banca Commerciale.

Ma c'è un punto sul quale è necessario fare una riflessione e porre una certa attenzione quando si fa riferimento al fatto che con il cambiamento di pelle in atto si pone fine al «capitalismo di relazione».

La notizia è stata riportata dalla stampa nazionale e anche internazionale come una autentica svolta, la fine appunto degli intrecci azionari che hanno visto in cinquant'anni Mediobanca protagonista, nel bene e nel male, della storia finanziaria del Paese.

È doverso segnalare che chi propone la fine del capitalismo di relazione, nella fattispecie il Management di Mediobanca, ne è figlio legittimo, cresciuto e si direbbe con qualche punta di invidia anche «pasciuto», non foss’altro per i milioni di euro accumulati dai manager di piazzetta Cuccia nel corso di questi ultimi 10 anni, con risultati non sempre soddisfacenti per i soci, i veri «capitalisti di relazione».

Infatti non va dimenticato che il «capitalismo di relazione» per antonomasia e definizione vive proprio nella compagine azionaria di Mediobanca, un crocevia di relazioni di altissimo livello internazionale come se ne trovano pochi in giro e del quale, ancora oggi, gli stessi manager ne fanno ampio uso...

Quindi verrebbe spontaneo dire: «da quale pulpito !!»

E la risposta potrebbe essere: «ma proprio perchè lo conosciamo, sappiamo tutto e lo evitiamo, vogliamo smontarlo!!»

Troppo comodo.... viene difficile pensare che chi è nato in un ambiente basato sulle relazioni con il mondo industriale, un bel giorno si sveglia e rinnega il suo passato rifacendosi una facciata di manager adeguato ai tempi che cambiano (in peggio...) se non per la unica ragione di poter mantenere ancora per qualche anno il proprio incarico sperando che nessuno se ne accorga...e tutto fili liscio...magari tagliando quà e là qualche dipendente per tenere alto il «core tier 1».

Un comportamento del genere si potrebbe definire educatamente «opportunistico» oppure maleducatamente «ipocrita» fate un pò Voi e se ritenete che sia finito realmente il film sul «capitalismo di relazione....

Se infine per capitalismo di relazione si vuole intendere l'intreccio di partecipazioni azionarie secondo le quali tu fai un favore a me e io ne faccio uno a te....a giudicare da come gira il mondo degli affari non sembrerebbe comunque proprio finito...a prescindere.

Si può tranquillamente concludere quindi che: «tutto cambia e niente cambia...»

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