Pirates! Not the Navy!
28 Giugno Giu 2013 0743 28 giugno 2013

La malattia della legislazione

Leggi su leggi, leggine, provvedimenti, decreto dopo decreto. La democrazia italiana continua a perseverare nell'errore, nel pensare e far credere che tutto si possa risolvere a colpi di legge. Corruzione? Nuova legge. Lavoro? Nuove leggi. Emergenza? Nuova legge. Tributi? Sempre nuove leggi. Se le leggi si modificano in continuazione, la certezza del diritto va a farsi benedire. Di legislazione si soffoca e, alla fine, si muore. Continuiamo a produrre norme dettagliate dietro le quali si annida e si maschera la protezione d'interessi particolari, l'arroccamento nell'immobilismo, l'illusione delle riforme, il respingimento degli investimenti esteri. Bisognerebbe, invece, semplificare, delegificare, scrivere norme generali e di principio. In Italia viviamo in una legislazione d'emergenza perenne in cui si continua a legiferare dando impasto all'opinione pubblica leggi che al massimo producono una momentanea e fallace tranquillità invece del cambiamento. In una democrazia liberale che funzioni le leggi dovrebbero essere molte di meno, più chiare, più generali, più semplici. E per farla funzionare davvero aleggia il sospetto che le riforme istituzionali siano fondamentali ed ineludibili. Invece, e ne abbiamo avuto esempio ancora una volta in questi giorni, si continua ad introdurre disposizioni normative spesso inutili, non risolutive e talvolta persino idiote. Come scriveva Tacito: "Corruptissima re pubblica plurimae leges".

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