Esterismi
30 Giugno Giu 2013 0512 30 giugno 2013

In Africa Obama può battere Pechino. Grazie ai sogni

Il tour di 8 giorni di Obama in Africa è storico. Dopo 4 anni il Presidente degli Usa torna nel continente per cercare di recuperare terreno. Da Dakar a Johannesburg fino a Dar el Salam. La miopia dell'amministrazione Usa verso l'Africa subsahariana è stata forte negli ultimi anni. Altri dossier sul tavolo (Afghanistan, Medio Oriente). E gli africani se ne sono accorti. Pechino invece ha consolidato la sua ecumenica presenza: parla con tutti, buoni e cattivi, non pretende di esportare la democrazia, costruisce strade (e stadi di calcio) e ha una capacità di penetrazione incredibilmente alta. Ma la carta vincente di Obama potrebbe essere proprio il suo attuale punto di debolezza. "Ci hai lasciati soli, ci hai dimenticati" hanno urlato alcuni contestatori. Obama ha sempre avuto un forte ascendente sulle comunità africane. È (stato) un simbolo di riscatto e speranza. È (stato) un icona. Negli anni tutto ciò è evaporato. Se Obama riuscisse a recuperare quella dimensione del sogno, del cambiamento, anche il business a stelle e strisce in Africa ne gioverebbe. Perché quella dimensione, di aspirazione e di identificazione, di icona, simbolo e del mito, ecco quella Pechino proprio pare non averla.

Ps la foto che vedete l'ho scattata in Nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo. Dove i cinesi si danno parecchio da fare.

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