Serena Cappelli
Non aprite quelle porte
4 Luglio Lug 2013 1750 04 luglio 2013

La felicità in otto mosse scientificamente provate

Stavo per scrivere, da bravo chimico, un post su un vendutissimo kit alla CSI per scoprire l'infedeltà della compagna tramite minuziosa analisi della sua biancheria, quando mi sono detta: «Serena, saresti in grado, oggi, di affrontare psicologicamente la fatidica domanda “Che ***** è diventata Linkiesta?” tanto in voga la scorsa estate e magicamente riapparsa in questi giorni?».
E nel mio mood odierno così-tenera-che-si-taglia-con-un-grissino, mi son vista in versione Ms Spritz, seduta in un bar, magari in lacrime, davanti a un Negroni, a farneticare a macchinetta sulla cattiveria della gente col malcapitato di turno. E ho detto no, come al colesterolo.

Bisogna essere felici, che diamine, e quindi ecco qua otto mosse vincenti che, almeno secondo i nostri amici scienziati sempre pronti a darci una mano nei momenti bui, cancelleranno con un colpo di spugna tristezza, desolazione, pessimismo e fastidio.

1. Dormire più di sei ore per notte
E qui si parte male, perché c'è chi si sveglia alle 5h30 o anche prima e le sei ore e un quarto di sonno ininterrotto necessarie a garantire il buon umore non sono sempre possibili. Meno male che le galline son sempre pronte a dare il benvenuto a chi si vuole coricare con loro.

2. Fissare dei nuovi obiettivi
Non importa se a breve o lungo termine, l'importante è avere dei progetti: tinteggiare il bagno, conoscere personalmente tutti i propri contatti di Facebook, vincere il Nobel per i consigli intelligenti, far licenziare il collega antipatico. La ricerca della felicità non conosce limiti.

3. Esporsi al blu
A quanto pare questo colore riduce lo stress e fa aumentare la fiducia in se stessi. Luci blu, vestiti blu, ambienti blu. Se proprio questo colore non dona all'incarnato, si può tentare di convincere i Puffi a trasferirsi nel proprio giardino.

4. Provare nuove esperienze
Avventure, viaggi, cibi esotici, fermarsi a far passare la gente sulle strisce pedonali, sorridere. Le ultime due sono da maneggiare con cautela, però, soprattutto a Milano: lo choc del cambiamento potrebbe essere fatale.

5. Ritardare i momenti belli
Perché, si sa, l'attesa del piacere è essa stessa il piacere. Però, cari ritardatari cronici, ricordatevi una cosa: il piacere non siete voi.

6. Condividere il denaro
I soldi non fanno la felicità, essere generosi sì. Sappiatelo! Anche tutti voi che vi fate sempre offrire il caffè perché non avete moneta, anche tutti voi che non fate regali a meno che non siano utili. E a volte nemmeno quelli.

7. Avere cinque amici su cui contare
Possibilmente vestiti di blu. O Puffi.

8. Essere innamorati
«Allora, visto che siamo sul filosofico, io ti cito Platone»
«Ma lascialo perdere quel Platone lì, che ti ha pure lasciata»
«Platone, il Simposio di Platone, il mito delle metà. Lo conoscete? […] Allora, secondo Platone l'uomo una volta era così, come questa mela: perfetto, bastava a se stesso ed era felice. Non c'erano distinzioni tra uomini e donne, c'erano soltanto questi individui perfetti e felici. Solo che un giorno Zeus, che era geloso della loro perfezione ... [zac, taglia la mela] … e da quel giorno l'uomo ha cominciato a cercare disperatamente la sua metà, perché senza di lei si sentiva incompleto, infelice».
Coraggio, dunque, la nostra metà di mela, di Ringo, di burrito di pollo è là fuori che ci aspetta.

Per finire, due altri consigli, un po' scontati come questi otto ma sempre attuali: mettere la maglia di lana e non fare il bagno dopo i pasti. Saranno solo leggende, per carità, ma, una volta seguiti, eviteranno che le nonne-mamme-zie ve li ripetano all'infinito. E questo è già un grande passo verso la felicità.
Se non bastasse, c'è sempre il Negroni di cui sopra.


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