Sergio Ragone
Pop corn
8 Luglio Lug 2013 1534 08 luglio 2013

A Roma i migliori Muse, ma la peggiore scaletta scelta.

Per una notte Roma, ancora una volta, ha raccolto nel suo stadio la più grande bellezza del mondo: la musica.

Uno spettacolo imponente, quello messo in scena dai Muse sabato 6 luglio, per consacrare e fermare nel tempo e nello spazio uno dei concerti più belli dell'anno.

Forse non è sbagliato dire che quello di Roma sarà ricordato come uno dei loro concerti più importanti in Italia. Importante anche perchè è stata la data scelta per girare il dvd di questo loro straordinario tour.

All'inizio e tutte di un fiato, Supremacy, Panic Station, e subito Plug In Baby sulla quale, come da copione, l'Olimpico ha iniziato a tremare di energia.

E' una scossa pura quella della chitarra di Bellamy, musicista completo, genio totale e artista che è entrato nella storia della musica per aver creato un genere, un suono, una identità a cui in molti si aggrappano e si ispirano.

Ma la vera energie è venuta dal pubblico. Un'onda di passioni, volti, mani e parole che hanno invaso il campo, meglio di ogni scudetto visto vincere in quello stadio. Un corpo unico che danzava al ritmo del rock, uno spettacolo senza bisogno alcuno di troppi commenti.

E poi il calore dell'immagine degli smarphone e degli accendini accesi sulle ballate più romantiche, come Blackout, che coloravano lo spazio e riempivano gli occhi di intensità.

Potere della musica, dell'arte, delle parole, quelle che, nei testi dei Muse, parlano si di amore ma di impegno, di mondo, di giustizia e di futuro.

Perchè la musica sa essere ancora un grande veicolo di messaggi, anche rivoluzionari ed innovativi. Forti le immagini di Obama, Cameron, Merkel, Putin e Papa Francesco che, resi cartoon, ballavano sul mondo sulle note di 'Panic Station', ma anche l'uomo d'affari che lanciava soldi dal palco, su 'Animals', simboleggiando i tempi della crisi e delle speculazioni finanziarie che l'hanno generata.

Si parlerà a lungo di come il genio di Bellamy ha cambiato le regole dello spettacolo e il concetto stesso di live, rendendo questo appuntamento uno show, anzi lo show dell'anno.

Dispiace, e non poco, che la scaletta di questo evento e del dvd non sia certo la migliore possibile, ma l'unica consolazione è che Roma e l'Italia resteranno per sempre nelle immagini e nelle parole di questa grande band.

Il concerto è ancora sulla pelle, ancora nel sangue, per lungo tempo resterà nei pensieri più vivi. Questi sono i Muse, un band che ha saputo regalare per una notte emozioni vere, forti, positive.

Che Dio ti benedica Matt Bellamy, e che Dio benedica il Rock!

(foto da Instagram)

Scaletta Muse Roma 6/7/2013

Supremacy
Panic Station
Plug In Baby
Map of the Problematique
Resistance
Animals
Knights of Cydonia
Dracula Mountain/Explorers
Hysteria
Monty Jam/Feeling Good
Follow Me
Madness
Time Is Running Out
Stockholm Syndrome
Unintended
Guiding Light
Blackout
Undisclosed Desires

Unsustainable
Supermassive Black Hole
Survival

Isolated System
Uprising
Starlight

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