Massimo Famularo
Apologia di Socrate
9 Luglio Lug 2013 1319 09 luglio 2013

Piccole tasse crescono

Dal 26 Giugno sono aumentate anche le marche da bollo da 1,81 e da 14,62

Molti contribuenti hanno ricevuto via email il seguente messaggio:
Buongiorno,
Oggetto: Aumento dell’imposta fissa di bollo in vigore dal 26 giugno 2013
Vi segnaliamo che a decorrere da oggi - a seguito della pubblicazione nella GU di ieri della Legge n. 71/2013, di conversione del D.L. n. 43/2013 - le misure dell’imposta fissa di bollo attualmente stabilite in € 1,81 e in € 14,62 sono state inaspettatamente rideterminate, ovunque ricorrano, rispettivamente in € 2,00 e in € 16,00.
Pertanto, a titolo esemplificativo, tale aumento verrà applicato alle seguenti fattispecie:
  • atti rogati, ricevuti o autenticati da notai o da altri pubblici ufficiali e certificati, estratti di qualunque atto o documento e copie dichiarate conformi all’originale rilasciati dagli stessi;
  • scritture private contenenti convenzioni o dichiarazioni anche unilaterali con le quali si creano, si modificano, si estinguono, si accertano o si documentano rapporti giuridici di ogni specie, descrizioni, constatazioni e inventari destinati a far prova fra le parti che li hanno sottoscritti;
  • altre scritture private, redatte in forma di corrispondenza, per le quali la legge prevede la forma scritta a pena di nullità;
  • atti di notorietà e pubblicazioni di matrimonio;
  • libri e registri sociali cartacei e in forma digitale;
  • estratti di conti che certificano una obbligazione pecuniaria superiore ad € 77,47;
  • ricevute, quietanze e altri documenti recanti addebitamenti e accreditamenti, che certificano una obbligazione pecuniaria superiore ad € 77,47;
  • fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi.
Rif. Legge 24 giugno 2013 n. 71, di conversione del D.L. n. 43/2013, pubblicata nella GU n. 147 del 25 giugno 2013.
Che dire? Piccoli ritocchi? Che sarà mai? Qualcuno fallirà per una marca da bollo? No, almeno non solo per questo.
Egoisticamente se io marche da bollo non ne devo usare, posso infischiarmene del provvedimento? Forse.
Tuttavia ci sono almeno tre aspetti che vanno sottolineati:
  1. la frammentazione e le modalità di esazione non consentono al contribuente di rendersi conto del carico fiscale complessivo
  2. se non percepisce il carico non può rendersi conto di come sia sproporzionato rispetto alla qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione
  3. non si sottolinea abbastanza che qualunque intervento sulla fiscalità, a causa della traslazione si ripercuote quasi sempre sui consumatori
Sul punto 1, se cercate su google potere verificare che 2000€ lordi al mese corrispondono a 1334€ netti in Lombardia. Questo vol dire che per ogni 100 euro che guadagna un dipendente lo stato ne preleva 33, ma questo fatto non è visibile perché il lavoratore riceve direttamente il netto. Se cercate ancora un po' i 1334 netti mensili corrispondono a un costo aziendale mensile di 2723€.
Stiamo dicendo che fatto 100 il massimo teorico che un lavoratore potrebbe ricevere, in tasca gli arrivano 49 per vivere in uno stato dove i servizi, il welfare le infrastrutture sono quelle che conoscete.
Questo senza considerare nel conteggio imposte come imu (che grava sul patrimonio e non sul reddito) o l'iva (imposta indiretta) o le accise sui carburanti o, non c'è bisogno di dirlo le imposte fisse di bollo appena aumentate.
Per dare un 'idea il total tax rate on commercial profits per l'Italia secondo la banca mondiale è pari al 68% che vuol dire che uno che si assume un rischio di impresa ogni 100€ di utile si mette in tasca 32€. Quanto redditizia deve essere un'attività per risultare conveniente a queste condizioni?
C'entrerà qualcosa con il fatto che nessuno investe nel nostro paese (ne residenti né stranieri)? Per farvi un idea la Svezia preleva solo il 53% e la Germania il 47% e sono posti dove lo stato funziona un po' meglio che da noi.
Ma quanto funziona male questo stato così costoso? Su 144 paesi studiati dal World Economic Forum le istituzioni italiane si classificai al 97mo posto che è una sintesi del 69mo posto per tutela dei diritti di proprietà, 131mo per fiducia nei politici , 116 per favoritismi nelle deciso i dei pubblici ufficiali, e tralascio il resto per carità di patria
Least but not list quei 20 cent che credete non vi riguardino lì pagherete comunque, poiché in un paese poco concorrenziale come il nostro le imposte si traslano. Ad esempio, se lo stato tassa le banche, loro aumentano i prezzi e i loro clienti non chiudono i conti (io e i temerari che usano i conti on Line lo facciamo, ma non siamo maggioranza). Quindi in ultima a analisi ogni nuovo balzello, anche a causa della scarsa concorrenza finisce per gravare sul consumatore.
Sicuri di rimanere indifferenti a quei 2€ di tasse in più ?

Articolo già pubblicato sul sito di Fare per Fermare il declino.

@massimofamularo

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