Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
10 Luglio Lug 2013 0015 09 luglio 2013

Grottesto #3

La prima cosa che ricordo del mio primo giorno nella City, quasi 20 anni fa, fu una segretaria che abbandono' sul mio desk un volume di regole e documenti sui codici di comportamento e professionali. All'uscita il portiere, un signore segaligno e sfrontato di East London, indico' le mie scarpe marroni, elegantissime ma "not black" e mi fece notare che non eravamo all'universita' ma nella fottuta, eterna, iperborea City di Londra. Le scarpe, "black, nere, capisch'?" Rispetto delle norme scritte e delle abitudini al primo giorno a cui mi sono adeguato, negli anni, con qualche vezzo di ribellione rimasto confinato ai capelli ed a alcuni abiti di velluto che sono ancora iconici nei corridoi di una banca di investimento per cui ho lavorato. Quell'impatto duro ma deciso con le regole fu vitale, perche' un sistema complesso come quello finanziario si regge anche sul mutuo rispetto e la totale comprensione delle regole, di quali siano i limiti fra advice e intortamento, malversazione e obbligazione. Non che non ci siano ampie zone d'ombra e la City non e' un luogo per mammolette, diceva un caro amico. Mi portava a mangiare verso Leadenhall Market e trionfalmente, a voce alta, urlava "eccoti nella piu' grande collezione di (faine) al mondo!" Quando ci sono interessi enormi in ballo, il gioco non sara' mai a somma zero. si vince, si perde, si lotta con i denti, con ogni parte del corpo per vincere il mandato, si cerca di rubare clienti alla competizione. Ma ci sono le regole della disfida, sono scritte. Chi va oltre, paga. Chi sbaglia, non per ignorantia legis, ma per cosciente decisione, lo sa, che non ci sono zone grigie, e' tutto binario. Bianco, nero. Dentro, fuori. Augh.

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