Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
11 Luglio Lug 2013 2149 11 luglio 2013

Un viaggio nella City che cambia 1 - The London Stone

I draghi che sorreggono lo scudo di San Giorgio, ai quattro confini dello Square Mile non si sono mai spostati, immobili da centinaia di anni come un monito di essere in un punto di attraversamento. Un po' come le Mura Vaticane, questi simboli ricordano che il vero potere, quello dell'equilibrio finanziario e del primato morale, non passano necessariamente dal predominio territoriale, dagli eserciti e dalla guerra. La City e' uno stato florido e ricco confinante con un'economia agroindustriale, ha una sua sovranita' e regole assolutamente proprie. Il governo della City viene eletto da un corpo elettorale composto non solo dai cittadini, ma da tutte le parti sociali, inclusi Corporate, banche, fondazioni. Negli anni, perlomeno da quando ci ho cominciato a lavorare, la City si e' espansa, come un fenomeno carsico, in due aree quasi equidistanti dal suo centro, le torri di avorio di Canary Wharf e la Hedge Citadel di Mayfair, ma sono quisquilie in confronto alla solidita’ quasi granitica che promana dai vicoletti, dalle porte bronzee di banche private e dalle targhe, dalle statue improvvise di animali, protettori delle arti e avvocati barocchi.

La City e’ una massa squisita che si trasfigura in ogni istante dall’acciaio, alla pietra, un coacervo di mattoni, cristallo, legno, case basse in stile ugonotto, fino ai grattacieli alla Abu Dhabi, in ogni stile e forma. In conclusione, questa multiforme varieta’, come i colori di un giroscopio, e’ il grigiastro di un monolite, una pietra filosofale globale, come la London Stone, un macigno nero e scuro che, dai tempi del neolitico, veniva adorato e venerato. Si trova fra Cannon Street e Bank, proprio fra cuore e fegato dell'establishment finanziario. Nessuno sa cosa fosse, se un frammento della prefettura romana, un pezzo di altare neolitico, un luogo sacro dedicato allo scambio di crediti e debiti, od un punto di partenza per tutte le pietre miliari che da li’ si irradiavano in tutta l’isola albionica. Fra l'arcano e lo spirituale, il mondano e le mode che ne hanno abbigliato banchieri, trader, segretarie, la City gira attorno ad una pietra, appoggiata in una specie di nicchia, da un lato sulla strada, dall’altro aperto in un locale che, negli ultimi anni, ha visto banche, librai e negozi di sport aprire e chiudere. La pietra e’ come promessa di eternita'. O di adeguata compensazione in terra. Che sia quella di Pietro, all'ombra di Saint Paul, la London Stone, quel mattone angolare su cui si regge tutto il sistema e che, continuamente, si modifica, per rimanere sempre uguale?

Londra vive sugli strati delle leggende, delle storie, le superstizioni che ancora si sussurrano nei pub e nei café neo-chic. Dentro le mura invisibili delimitate dai dragoni metallici tutto e’ rimasto come se il segreto dell’universo o della valutazione di un derivato fossero nascosti nello stesso identico luogo. Bisogna pur sempre trovare un punto di stabilita’ anche per la piu’ ardita acrobazia e per raccontare il cambiamento di quel miglio quadrato di futuri possibili. O negati.

Just follow me. Into the Secret Belly of the City. Therefore, inside us.


Soundtrack

Bevis Frond – London Stone

http://youtu.be/iRdg2P9FUE8

Panic at the Disco! – London Beckoned Songs about Money Written by Machines

www.youtube.com/watch?v=m9zrvSI74RQ


Watch

http://secretcity-thefilm.com/home/

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