La Nota Politica dei Ventenni
16 Luglio Lug 2013 1720 16 luglio 2013

Ingroia,lascia la toga e subito un nuovo incarico.

In questi mesi è passato da una breccia all’altra, come una miccia troppo corta. Ma cosa fatta capo ha, deve aver pensato anche questa volta, Antonio Ingroia, ormai che magistrato non è più e che la toga è archiviata per sempre.
Alle sue spalle lascia le solite polemiche, che, ovattate, rimbalzano a vuoto su un paracadute cucito su misura. Un altro.

L’ex pm di Palermo, che invece di presentare formali dimissioni, come annunciato, ha preferito farsi decadere, non insediandosi nel nuovo ufficio, dal ruolo di magistrato – dicono le malelingue per un banale calcolo pensionistico; lui ribatte sostenendo di averlo fatto per sottolineare la costrizione al gesto - non ha dovuto attendere a lungo per ritrovare la serenità e l’agio di un futuro certo.

Sarà, infatti, il nuovo commissario di “Sicilia e-service”, società pubblica regionale per l’informatizzazione. Commissario in pectore di un ente, il cui commissariamento viene annunciato direttamente in conferenza stampa dal presidente della Regione, Rosario Crocetta: “Provvederemo al più presto a commissariare Sicilia e-Servizi, Ingroia ha già dato la sua disponibilità”. Insomma, detto fatto.

“Il mio primo compito sarà quello di mettere ordine e fare chiarezza e trasparenza – ha dichiarato Antonio Ingroia, subito dopo l’annuncio della nomina – Metterò il naso sui rapporti tra la società Sicilia e-Servizi con le società collegate, come “Venture“, su come sono stati utililizzati i fondi comunitari Ue“.

“Non sarò più magistrato, stavolta farò il commissario“, ha spiegato il leader di Azione CIvile. “A parte le battute, sono davvero felice di questo nuovo incarico. Per me sarà una grande emozione. Sarà il mio primo incarico da quando ho lasciato la toga. Metterò ordine in questa società”. “Tornerò in Procura in veste di denunciante e non più di investigatore. Cercherò di mettere ordine sul passato e costruire presente e futuro”.

E dire che sulla e-Servizi di lavoro ce ne è da fare, soprattutto per chi la ritiene, come lo stesso ex pm di Palermo, un “carrozzone politico-clientelare, inutile, dove sono accaduti fatti gravissimi”.

Non ha requie, il povero Ingroia. Dalla Trattativa Stato-Mafia, alla rapida e indecorosa conclusione dell’incarico in Guatemala, alla presto archiviata Rivoluzione Civile, per passare alla più modesta Azione Civile, passando per i contrasti con il Csm, i ricorsi al Tar e l’incarico disatteso in Valle D’Aosta, l’ex magistrato ha dimostrato una mirabile capacità di farsi largo tra le polemiche. Una attitudine quasi funambolica. Alla fine, però, Rosario Crocetta ce l’ha fatta. E’ riuscito a destinargli l’incarico promesso. Non proprio quello inizialmente offerto, ma almeno un incarico.

“Naturalmente nel frattempo continuerò a fare politica e a essere il leader di Azione civile“, conclude. Appunto, naturalmente. Con la stessa naturalezza con cui spesso ha sembrato anteporla alla dovuta imparzialità.

Twitter: @enricoferrara1

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