Il precario – riflessioni in cerca di editore
16 Luglio Lug 2013 1314 16 luglio 2013

L’alba dei tonti viventi

Il nostro ex premier va a mignotte, il parlamento crede fermamente alla sua ricostruzione dei fatti per cui, tale Ruby “rubacuori” era davvero la nipote di Mubarak. Premier magnanimo e filantropo, voto bipartisan.
Francesco Boccia - Partito Democratico - è convinto che gli F35 siano degli “elicotteri” utilizzati per spegnere incendi, trasportare malati, salvare vite umane. Cosa abbiano da protestare le opposizioni non si capisce; è giusto acquistarli, anzi compriamone di più: la causa è più che nobile.
Il vice presidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, accosta il ministro Kyenge ad un orango. Scoppiano le proteste, si chiedono le dimissioni, si firmano petizioni un po’ ovunque; poi si scusa pubblicamente e seccato dichiara che ama smodatamente gli animali (come la Brambilla) e da sempre è solito paragonare gli esponenti politici ad alcuni “simpatici” esemplari, nella fattispecie (l’ironia è puramente casuale, ndr): il premier Letta ad un airone, il vicepresidente del consiglio Alfano ad una rana, il ministro Cancellieri ad un San Bernardo, il ministro dell’economia Saccomanni a Paperone, Il ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi ad un pavone che, testualmente, “con il riporto fa la coda”. Ad ogni modo la cosa non dovrebbe stupirci più di tanto: che il parlamento fosse una sorta di zoo-safari lo sapevamo già. Dovrebbe però destare preoccupazione il fatto che nessuno di quelli che lo popolano sia a rischio estinzione (vedi il giaguaro di Bersani, resistente anche agli smacchiatori più potenti).
L’ex amministratore delegato dell’Ilva, Enrico Bondi, ora riciclato dal governo Letta come “commissario straordinario” dello stesso colosso siderurgico afferma che l’incremento del tasso tumori a Taranto sia dovuto all’eccessivo consumo di sigarette. In Turchia in effetti sono soliti affermare “fumi come un tarantino” quando si esagera un po’ con l’abuso di “paglie”.
L’attuale classe dirigente italiana insomma è la più scadente dal dopoguerra ad oggi nonché la peggiore d’Europa (forse del mondo intero). Una fauna, per dirla alla Calderoli, popolata da ignoranti e insignificanti personaggi il cui pollice ha bisogno di qualche esame strumentale supplementare affinché si constati il suo essere realmente opponibile.

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