Alessandra di Canossa
Doppio (s)malto
16 Luglio Lug 2013 1255 16 luglio 2013

Le 7 regole per evitare errori (e orrori) in spiaggia

Si sa, l’estate è la stagione del caldo, dell’arsura, della canicola. Come diretta conseguenza di questo cambiamento climatico, si assiste, non solo sui litorali ma anche nelle città, a fenomeni di svestimento piuttosto inquietanti.

Sarà che in inverno le persone sono più vestite e quindi si mimetizzano meglio…

Fatto sta che ogni estate puntualmente si potrebbe stilare una classifica di quello che bisognerebbe mettersi e quello che invece è da evitare come la peste.

Oltre ovviamente ad una penuria quanto mai preoccupante di specchi a figura intera nelle case degli italiani, ci sono forme di amore nei confronti di capi di abbigliamento talmente inguardabili tali da suscitare una ed una sola domanda: ma perché?

Regola numero 1:
Il maculato non è per tutti. Nemmeno se ti chiami Cavalli, sei la fidanzata di Balotelli o ami smacchiare il giaguaro.

Regola numero 2:
Anche per i costumi da bagno, abbasso i tagli lineari di tremontiana memoria.

Regola numero 3:
Andateci piano con la tinta per capelli… anche se nelle pubblicità ve la spacciano come facile da usare e con un effetto totalmente naturale, diffidate!

Regola numero 4:
Stivali in estate. Mai!
Quesito della Susy: quale è la strana relazione che sussiste tra la quantità di stoffa di un vestito e il modello di scarpa? Mi spiego meglio: se fanno 40 gradi e ti metti un vestito che a stento potrebbe coprire la figlia di Brunetta, perché poi ai piedi ti devi mettere un paio di stivali? Esperimenti sulla nascita di nuove forme di vita? Conseguenza del fatto che hai lavorato come "meteorina"?

Regola numero 5:
Tua figlia non è il tuo clone. Non è un mini-me da vestire come te. La mamma deve dare il buon esempio: gusto, stile, semplicità… ecco forse non sempre questo auspicio si trasforma in realtà!

Regola numero 6:
Come una rondine non fa primavera, un costume rosso non ti rende Pamela Anderson.

Regola numero 7:
La coerenza, anche sotto l’ombrellone. Non si può trasformare l’ombrellone nella versione marittima del mercato di Marrakech mentre hai in testa un cappello da Far West e ti fai chiamare “la pitonessa”… mandi in confusione anche il povero paparazzo sulla battigia!

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