Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
17 Luglio Lug 2013 0853 17 luglio 2013

La Rivoluzione Asintomatica (Gli Anni Acrigni 3)


Mi sforzo di iniziare le giornate con sorriso, nonostante le notizie, le tendenze dei mercati e lo sguardo continuo dentro l'armadietto degli scheletri della finanza. Non che ci sia rimasto molto, da nascondere, ma rimane tanto da gestire, da elaborare, ancora, di questa tempesta magnetica della positivita' che dura da quasi sette anni.

Devo sorridere, mi ripeto, perche' il primo passo verso un mondo migliore e' attraverso un leggero cambiamento delle condizioni di fondo, della prospettiva a breve. Abbiamo questa malnata ossessione nello schiacciare il futuro, che sia un giorno o che sia un secolo, in un punto solo. Mentre ogni cosa accade nella sua evoluzione naturale, le montagne ed i continenti si muovono ma in millenni i migliaia e migliaia di secoli. Nel Bel Paese, ha fatto piu' danni l'imperizia umana che l'azione dei fenomeni naturali, al paesaggio ed al profilo delle montagne e delle nostre valli.

Ma torniamo al sorriso ed a quel senso di cambiamento leggero, che passa in ogni giornata che si avverte poco, quasi per niente. Ma ogni sorriso o saluto regalato anche per sbaglio, all'inizio, e poi sempre piu' con intenzione, cambia il mondo attorno. Una forma di capitale surrettizio dell'anima e poi della societa'.

Sorrisi e piccole idee che cambiano una virgola in un documento, uno scambio di opinioni con un amico che sia diverso dal primato del lamento e dell'angoscia. Sono anni che ci raccontiamo la difficolta' di essere uomini, donne, cominciamo a rivendicare la bellezza di esserci, qualsiasi sia la nostra condizione, censo, l'eta' della nostra macchina o il colore dell'erba del giardino comparata a quella del vicino.

La Rivoluzione puo' essere apparentemente sintomatica, un 'bene oscuro' che si rivela solo nel tempo, senza la fretta di chi pensa di avere soluzioni per ogni cosa, di chi passera' l'estate e l'inverno a raccontare programmi, soluzioni, a chi pensa che un decreto legge ed una manciata di emendamenti possano salvare l'Italia, il Regno Unito, il mondo. Non ce la fece Dio con i comandamenti, con il Deuteronomio. Anche lui un tipo furioso. Finche', anche nella sua testolina galattica, qualcosa e' cambiato, forse troppe supernove al collasso. Ed ha cambiato registro. Di tutto il cristianesimo, a parte promesse di indulgenze via Twitter e di salvezze varie, mi ha sempre affascinato l'esaltazione dell'umano, di una rivoluzione silenziosa, nascosta nelle catacombe.

Oggi, siamo precisamente in quella stessa situazione. Un impero di potere e di favoritismi, un oceano di corruzione e di paure giornaliere, di piccoli dubbi che diventano enormi ferite all'anima della societa'. Allora, comincio a sorridere, torno a spostare verso l'alto gli angoli della bocca, come primo gesto mattutino.

La rivoluzione senza sintomi, ad insaputa di chi ci comanda - per ora - che tanto non sanno neanche cosa contengono i loro faldoni, cosa fanno i loro impiegati. Riprendersi la responsabilita' di ogni nostra piccola azione, dal riciclare i rifiuti, al fare le domande giuste, a chiedersi e chiedere che le cose siano migliori ogni giorno in piu'.

La rivoluzione che diventa un germe di cambiamento, come quella culturale dell'alfabetizzazione, di quando i nostri bisnonni erano obbligati ad imparare intere cantiche di Dante, brani lunghissimi del Tasso. E quella memoria, leggermente migliorata, diventava uno strumento agile, fino a poter calcolare serie di numeri, elaborare concetti sempre piu' difficili. Una cultura che si trasmetteva, perche', prima di wikiquote e google, prima dei cataloghi on-line, ognuno poteva essere un veicolo di cultura, nel mondo. Perche' quella conoscenza era dentro. E con quella capacita' di assimilare la bellezza, da quel senso di sforzo giornaliero della volonta' nascevano le vere rivoluzioni, le lotte per i diritti.

Un sorriso e, un nuovo amico mi dice, una manciata di frasi di un libro, un poema, mandati a mente. Dopo decenni di mentalita' da cicala, mi piace pensare sia il momento delle formiche, delle montagne spostate vicino a Maometto granello a granello, della maniera con la quale, con alcuni amici, stiamo riparlando di cambiamento, di nuovo che deve avanzare invisibile, nella societa', nei circoli, nei discorsi che, man mano diventano piu' importanti. Perche' nulla ci deve essere estraneo, tutto ci tocca, ci deve toccare, commuovere. Nell'istante e nel tempo.

La rivoluzione asintomatica e’ quella delle idee, delle proposte piccole e grandi, dell’impegno politico e sociale, della donazione alla societa’ di beneficenza, della spesa fatta per il vicino malato, della guerra contro le mille furbizie con cui dobbiamo condividere. Ma e’ anche molto di piu’, una cospirazione di quello che diventi giusto, importante nel medio periodo. Si deve cambiare il paradigma, accettare il disfacimento delle proprie aspettative a favore delle nuove generazioni e cullarsi di un futuro che nasce e si sviluppa ogni giorno. Ed a questa promessa di meglio si deve sorridere, fin dal mattino. Sappiamo che rivoluzione fare, smettendo di accettare chi vuole rimandare il nostro appuntamento con il destino.

P.S.

Una piccola storia di attese

La zona dove abito fu costruita all’inizio del secolo scorso, come primo conglomerato della Londra borghese, sulla District Line. Dalle classi medie del periodo prima delle guerre mondiali, oggi siamo passati ad un coacervo di nazionalita’ e razze, dove gli inglesi sono la minoranza e francesi, italiani, spagnoli e australiani rappresentano la maggioranza. Una specie di borghesia mondiale. Al mattino, come in un video di Goldfrapp, tutti usciamo di casa, piu’ o meno allegri od incarogniti. Lungo il viale alberato che mi porta al tube, incontro quasi ogni mattina e, spesso, quando rientro prima di cena, la sera, una signora di un’ottantina di anni. Solenne con uno sguardo ieratico ed abiti comodi, siede sul muretto, come se in attesa di qualcuno. Dopo anni di un sorriso abbozzato, di un cenno di saluto, qualche giorno fa mi sono fermato, complice il caldo tropicale ed inusuale. Le chiedo come stia, se soffre il caldo. Lei sorride laconica, e, di fronte a questo italiano sfrontato, mi dice ‘l’estate rende tutto piu’ facile, anche l’attesa’. E sorride. Le faccio un cenno di saluto e scendo verso casa. L’attesa ed il mistero. In un mondo in cui le star fanno a gara a rivelare i propri segreti, le loro forme, la loro nudita’, in una societa’ dove si sa tutto di Lady Gaga, incluso il suo tasso glicemico, a volte ci rendiamo conto che la vera rivoluzione appartiene a chi sa attendere operosamente. Come se l’attesa fosse la forma di rinuncia piu’ feconda.

La Rivoluzione asintomatica e’ quella che un giorno ci fara’ alzare al mattino e sorridere senza sforzi.

SOUNDTRACK

Tre Allegri Ragazzi Morti – Mio fratellino ha scoperto il rock and roll
www.youtube.com/watch?v=PUJXhO4BSTs

Phoenix - Party Time
www.youtube.com/watch?v=pQo98L4tHA4‎

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