Alessandro Da Rold
Portineria Milano
18 Luglio Lug 2013 1250 18 luglio 2013

“Sbirri” che rubano. Los Angeles? No Lambrate, Milano

«Good cop and bad cop have left for the day. I'm a different kind of cop» Vick Mackey, The Shield
 

Rubavano la cocaina agli spacciatori e mettevano a verbale solo una parte dei contanti che sequestravano per il traffico illegale di sostanze stupefacenti. Sembra la sceneggiatura di una puntata di un film di poliziotti che sbagliano o di The Shield, la celebre serie televisiva statunitense che parla di un distretto di polizia di Los Angeles impegnato in traffici loschi, droga e omidici. In realtà siamo a Milano, zona Lambrate. Cinque poliziotti sono indagati dalla procura e sono in corso, in queste ore, perquisizioni al commissariato della zona est del capoluogo lombardo.

Secondo l'Ansa, che ha ricostruito i fatti, le ipotesi di reato sono peculato e violazione della normativa sugli stupefacenti. I cinque avrebbero trattenuto la droga e non l'avrebbero invece distrutta. Le indagini, coordinate dal pm Paolo Filippini e dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, sono state condotte dalla sezione pg e dal Nucleo operativo dei carabinieri di Milano. I cinque agenti sarebbero anche entrati in casa di alcuni spacciatori sottraendo direttamente decine di grammi di cocaina.  

Agli atti delle indagini ci sono le dichiarazioni rilasciate al proprio legale da un cittadino della Guinea, arrestato lo scorso febbraio, il quale avrebbe spiegato che, rientrato a casa sua dopo un periodo in carcere, avrebbe «constatato l'ammanco» di circa 4mila euro. Un altro straniero avrebbe, invece, sostenuto davanti al Tribunale di Lodi che gli agenti gli avevano sequestrato 6mila euro e non 1470 euro come da verbale. Inoltre, il 30 agosto 2012 sarebbe arrivata in Procura da un carcere una denuncia «manoscritta» di un detenuto senegalese che raccontava che in occasione del suo arresto «agenti della Polfer di Lambrate» gli avevano preso 6mila euro e un cellulare. Tuttavia, scrivono i pm, ''dagli atti acquisiti non risulta che nel corso delle perquisizioni effettuate (...) siano state rinvenute somme di denaro''.

E poi ancora. Il 14 novembre 2012 l'avvocato Debora Piazza ha presentato «un seguito all'esposto del 12 ottobre'»: il legale ha parlato della vicenda di un marocchino «fermato, ammanettato e perquisito» assieme a un connazionale, e a cui sarebbero stati sottratti 6 mila euro. Lo stesso marocchino avrebbe raccontato che «in altra occasione - si legge nel decreto - gli agenti della Polfer erano entrati in casa sua sottraendogli 50 grammi di cocaina e 4mila euro». In nessun caso «gli atti di pg sono stati verbalizzati». Per dare credibilità al racconto, scrivono i pm, il marocchino «tramite il difensore, consegnava una manetta effettivamente in uso alla Polizia di Stato», che «aveva ai polsi quando era riuscito a darsi alla fuga».

In più, una giovane marocchina, sentita nel giugno del 2013 dai carabinieri della sezione pg, aveva riferito che nel corso del suo arresto del marzo scorso ''ad opera della Polfer di Lambrate gli sono stati sottratti dall'autovettura, utilizzata dal compagno per il trasporto di stupefacente, la somma di euro 30mila, di cui solo 5mila sono stati verbalizzati come sequestrati''. E, infine, in una annotazione di pg del maggio scorso si legge che due degli indagati si sarebbero anche «impossessati di una pistola, modello Magnum a canna corta e relativo munizionamento» ritrovata "casualmente".

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