A piedi nudi
22 Luglio Lug 2013 1300 22 luglio 2013

Azienda COTRAL, sei tutta da rifare!

E’ da tempo ormai che si è innescata una vera guerra tra utenti e Cotral, l’azienda che si occupa dei trasporti nel Lazio. Ormai si è a un punto di non ritorno. Non che le cose andassero lisce, prima. Ma ora pensare di contare su loro per muoversi, è fuori da ogni logica. Basta raccontare quello che è successo oggi. Io ed altri eravamo ad una delle fermate di Latina per Roma. Una fermata peraltro segnalata in terra e null’altro. Se piove ti bagni. Se c’è il sole ti arrostisci e in più devi litigare con gli automobilisti che ti vogliono parcheggiare tra i piedi. L’autobus non si vede. Chiamo l’azienda, mi spiegano che hanno anticipato la contrazione estiva ( che una volta era solo di 2 settimane ad agosto, poi 3, poi 4, ora ne sono diventate 6) ed è per questo che molte corse sono saltate, compresa la nostra. A chi e come lo avete comunicato? Noi non abbiamo letto nulla…ribadisco. Nei capolinea non c’è nulla, sugli autobus non c’è nulla e sul sito non c’è nulla. Anzi no, sul sito una cosa c’è. Un comunicato del presidente De Vincenzi che avvisa i dipendenti Cotral del pagamento della quattordicesima… grazie alla Regione, sottolinea. Va bene…che c’entra…ma queste sono cose contrattate, mi si dirà! Certo. Ma anche io pagando in anticipo un abbonamento annuale stipulo un contratto con loro ...ed è quello degli orari. Ma ormai il banco è saltato. I disagi li hanno sentiti e vissuti davvero in tanti quest’anno. Gli studenti pontini che prendono il pullman per andare a scuola infatti sono stati penalizzati tantissimo. In molti paesi dei Lepini hanno tolto tante e tante di quelle corse che i presidi delle scuole non sapevano più cosa fare…se non tollerare, giustificare e scrivere in Provincia. Corse sovraffollate e stracariche, quando non contratte, è stata la norma di questo inverno per questi poveri ragazzi. Stessa sorte per i pendolari abituali che temono quell’impersonale bigliettino scritto a penna e appiccicato con lo scotch sulla colonna di qualche pensilina che ti avvisa quando ormai sei lì, che la corsa è saltata. E chi si è visto…si è visto! Anni fa spesero chissà quanto, per un sito e dei video esterni. Questi una volta funzionano e dieci no. Tanto nessuno è mai responsabile di niente in questo Paese.

Ricapitoliamo dunque: comunicazione zero, ritardi tanti e disagi infiniti. Tutto qua? No, perché qui è meglio non aprire l’altro fronte, quello del confort e dell’igiene. Su questo, su cui ci si potrebbe scrivere un libro, tante sarebbero le cose da dire… per ora ci stendiamo un velo pietoso.

Torniamo ad oggi, perché c’è una spiegazione a tutto. Mi hanno infatti raccontato, quelli dell’azienda, che la settimana scorsa alcuni utenti, a cui erano state soppresse delle corse, hanno malmenato il responsabile di Roma-Laurentina, mandandolo al pronto soccorso. Questa la motivazione dell’anticipo della contrazione estiva…quindi, come dicevo io… non comunicata. Quante volte abbiamo suggerito loro di rivedere tutto il piano-trasporto? Tanti i doppioni e tante le corse e tragitti inutili. Un esempio? Per Roma le corse dovrebbero essere tutte dirette e fermarsi in un punto della Pontina, fuori le città di Aprilia e Pomezia e raccogliere quegli abitanti. Invece no. Sono corse extraurbane, ma arrivate nei dintorni di Aprilia fanno servizio urbano, sostituendosi al comune. Entrano nelle campagne, fanno tutte le complanari e attraversano la città, zona vecchia e zona nuova. Trenta minuti, se va bene, persi in questi meandri. E’ normale tutto ciò? E’ un servizio efficiente questo? Quest’inverno poi hanno anche cassato l’unico punto di collegamento di Latina con l’aereoporto di Fiumicino. Insomma tolgono dirette e servizi… e poi dicono che loro raggiungono i risultati e si premiano pure. Quali sono questi risultati? Quelli di lasciare a piedi gli utenti? Certo quelli li raggiungono e sono davvero bravi. Ed è una lamentela continua…non ci sono gli autisti…non ci sono i mezzi…non ci sono i soldi. Risposta. I primi e i secondi li trovi subito se razionalizzi il servizio, come ho detto prima. Per il terzo invece devi fare, cara Azienda, una cosa che non fai mai: i controlli. Mai che passi un controllore per verificare se la gente ha pagato il biglietto. Basterebbe ascoltare cosa raccontano gli autisti. Nel Paese di bengodi, infatti, quasi nessuno paga perchè i controllori sono ormai una razza estinta. E come si deve risanare un’Azienda allora? Solo con i contributi pubblici e con i nostri abbonamenti? Poca cosa no?

Ieri il sindaco Marino ha detto che azzererà i vertici dell’Atac. Dal presidente Zingaretti non mi pare sia arrivato un avviso del genere.

A noi pendolari, intanto, non potendo contare su nessuno, non rimane che pensare seriamente a una class action. Stiamo infatti cercando una seria Associazione dei Contribuenti che si metta al nostro servizio.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook