Barbe Bruciate
22 Luglio Lug 2013 1110 22 luglio 2013

Il gay-smo omofobo e i laici innamorati dell’inferno

Per tanti anni ci hanno detto che l’amore gay non è un amore minore. Giusto.

Molti hanno denunciato le aggressioni subite in nome del pregiudizio. Sacro e santo.

I più colti hanno evocato la storia antica, con quella di Roma in prima fila, ove sull’argomento della sessualità c’era ben più ampia tolleranza. Sia benedetta la cultura.

Non dico in quante occasioni abbiamo assistito al disprezzo di molte dottrine religiose che contrastano la sessualità tra persone dello stesso sesso, lamentando l’ingerenza delle autorità spirituali negli affari legislativi degli stati. Vadano all’inferno, assieme, il disprezzo e l’ingerenza.

Alla fine di tutto questo ambaradan di cultura e dibattito, molti di noi si sono tirati fuori dalla confusione e si sono convinti che amore e libertà non sono reati, né notizie. Ognuno viva come vuole, possibilmente in grazia di Dio.

Detto questo, a nessuno viene il sospetto che l’inchiesta de “L’espresso” sulla “lobby gay in Vaticano”, gridata in copertina, sia un tanto omofoba?
 Che cosa c’entra un’eventuale lotta di potere tra le mura leonine con il disvelamento dei gusti sessuali dei suoi protagonisti?

Un fedele, sacerdote, vescovo o cardinale che vive i suoi sentimenti/sessualità senza nuocere agli altri, non è meritevole di ‘sputtanamento’ solo perché è un protagonista negli affari dello Stato Vaticano, o perché ha ‘tradito’, eventualmente, le regole dottrinarie del suo credo. 
Nè vale la bollatura del 'predica bene e razzola male', perché se non è violato alcun diritto dell’uomo o legge dello Stato per nessuno è libero lo scranno da cui si emettono sentenze.
Forse al cardinale Newman si toglierebbe grandezza di spirito e cultura, o beatitudine, il sapere che visse con il reverendo Ambrose St. John e che con lui chiese di essere seppellito?

È ingiusta l’impresa di denunciare le private contraddizioni umane. Ne siamo tutti pieni.
Le contraddizioni sono fra le più grandi fortune dell’uomo, così come rinfacciarle è la più odiosa e violenta ingerenza nella vita altrui.

Ormai ne sono convinto: l’estremismo laico ha bisogno dell’inferno, altrimenti rischia di restare disoccupato, e la laicità è merce che spesso manca proprio in coloro che più in alto ne alzano la bandiera.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook