Una figlia come te
22 Luglio Lug 2013 1301 22 luglio 2013

Kate Middleton sarà una Yummy Mummy?

Nel giorno della nascita del #RoyalBaby tutto il mondo (quello del gossip, almeno) è in apnea: sarà davvero femmina o maschio? Assomiglierà a Kate, a William o alla compianta Diana? Avrà i (non) capelli del nonno paterno Charles o il piglio scapestrato di zio Harry?

Da mamma – anzi, da #mammablogger – mi viene invece da pensare a Kate. Come deve essere la vita da #RoyalMummy? Sarà aiutata o asfissiata dall’equipe di medici, pediatri, puericultori e camerieri che le gireranno intorno, giorno e notte? Sarà più “suocera” Camilla oppure nonna Elisabetta? Ma soprattutto: anche Kate sarà una #YummyMummy?

Le Yummy Mummy sono quelle mamme che neanche fanno in tempo a uscire dall’ospedale – anzi, in genere da lussuose cliniche private – che già sono toniche, in forma e raggianti. Estranee al pianeta del baby blues e dell’addome flaccido, immuni alle voglie di zucchero e alle ragadi al seno – anche perché difficilmente allattano – prima che al bebè sia caduto il cordone ombelicale hanno già indossato la minigonna che portavano al liceo. E, diciamolo, stanno da schianto. Le Yummy Mummy sono quelle mamme che un po’ si odiano, un po’ si invidiano, un po’ si aspira a diventare come loro. O meglio a tornare ad essere come loro, come prima: perché “tornare” e “prima” sono le parole chiave.

Non è Belen che ha dichiarato che a pochi giorni dal parto pesava già 56 chili come prima? E vogliamo parlare di Mrs Victoria Beckham, che contro ogni legge della fisica ad ogni figlio perde una taglia? Si è addirittura parlato di un legame tra l’ostentato benessere (leggesi magrezza post partum) delle Yummy Mummy famose e la depressione delle mamme “normali”: quelle che dopo aver partorito hanno voglie di dolci e sbalzi ormonali e no, a pochi giorni dalla nascita del loro bebè non sono ancora rientrate nei vecchi jeans skinny.

Una bella mamma fa bene prima di tutto al figlio, a se stessa e al papà. Combattere ossessivamente la forza di gravità (come è riuscita a fare la Beckham) ho l’impressione che non faccia bene a nessuno (chirurghi esclusi). Perché non è il ricordo della bellezza pre-pancione l’unico modo per rimanere fedeli a se stesse, ai propri sogni e ai propri "vizi", anche quelli che (all'apparenza) mal si conciliano con la parola "mamma" < strong="">. Insomma: a ciò che eravamo prima e che vogliamo continuare ad essere. Questo è veramente yummy.

Leggi i miei post su Borse e Bavette, il diario quotidiano di una mamma alle prese con una cicogna, con un bebè e con se stessa.

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