Federico Ammazzalorso
La Fantascienza è adesso
22 Luglio Lug 2013 1211 22 luglio 2013

Una notte da cog...ni

Quello che segue è un racconto di pura fantasia, ogni riferimento a fatti o persone realmente accaduti è puramente casuale

Si svegliò frastornato, senza memoria della precedente notte, alzò il busto sui gomiti, strabuzzò gli occhi per mettere a fuoco la stanza e disse:
-Minchia che botta!
Prese il piccolo specchio dal comodino per vedere che faccia avesse, la pelle del viso stropicciata e due occhi strizzati, avesse avuto i capelli sarebbero stati scompigliati. Posò lo specchio sul comò e sorrise, i ricordi pian piano sarebbero venuti a galla e si sarebbero succedute grosse risate.
Tolse le coperte dal letto e si mise seduto sul fianco, infilò le pantofole e lasciò passare qualche secondo prima d'alzarsi. Si affacciò sul balcone e guardò la capitale, respirò l'aria insolitamente fresca di quel primo di Giugno.
Voltandosi verso l'interno dell'appartamento poté rimirarlo in tutta la sua bellezza, e lui non pagava una mazza, canticchiò:
-Non siamo un partito, non siamo una casta, siamo cittadini punto e basta, ognuno vale uno, ahah toh! Teste di minchia!

Prese il telefono di casa e chiamò
-Alfredo? Ciaaao! Sono io, Angelino
-Oh mi dica signore
-Senti potresti portarmi la colazione qui a casa?
-Ma certo! Cosa desidera?
-E lo chiedi pure? Granita al caffè e cannolo, vai da Salvatore, è un mio amico di Agrigento
-Bene, credo che ci vorranno una decina di minuti
-Va bene dai
Dopo essersi sciacquato la faccia andò a controllare lo smartphone, aveva ricevuto qualcosa come cento chiamate senza risposta, di cui la maggioranza erano di “Silvio” ed “Enriko”, disse:
-Non so cosa sia successo ma adesso so cazzi

Doveva decidere chi chiamare per primo, ripensò ai colloqui con i professori, quando al liceo doveva andare a parlarci con la madre. Lui preferiva andare prima da quelli con cui andava peggio, era una fine tattica psicologica atta a soggiogare la mente della madre. Si finiva con quelli che si complimentavano maggiormente e si andava a casa sereni, era la tattica del “via il dente, via il dolore”.
Così la adotto anche quel primo di Giugno e chiamò Silvio
-CRIBBIO ANGELINO!
“Ecco, ci siamo” pensò, ma disse
-Eeehi Sil... Ehm buongiorno presidente
-Cazzo hai combinato?
-Io?
-Eh no Allegri
-Non saprei davvero, intende che sto facendo troppo il democristiano?
-No cretino, la signora kazaka
-Come?
-Quella lì, la moglie del dissidente, Ablyazov
-Aaah...
-Allora?
-No guarda, scusa Silvio ma non so davvero di cosa tu stia parlando
-Hai fatto rimpatriare la moglie di un dissidente politico del Kazakistan, c'era anche la figlia di sei anni
-Minchia, ma è una cosa del tipo il dittatore cattivo che mette in galera tutti quelli che gli dicono contro?
-Si
-Beh... certo che sarebbe il tuo sogno, vero?
-Ma no dai, io faccio le cose con più classe, un paio di tette e culi glieli faccio vedere sempre. Si ma cribbio stavamo parlando d'altro, hai capito in che cazzo di casino ci hai messo?
-Temo di si, ma non si può insabbiare?
-Ieri sera è uscita l'ansa
-Ma dai! Ma chi la legge l'ansa oramai?
-Non importa prima o poi lo sapranno e quella sarà una prova
-Passi troppo tempo in aula
-Taci
-miserabile?
-Smettila!
-Ok ok
-Prima cosa nega, nega, e poi sai una cosa?
-Cosa?
-Io sto ingoiando rospi uno dietro l'altro, quanto mi mancano i bei tempi in cui attaccavamo a spron battuto le toghe rosse, che passione Angelino, che passione. Adesso tocca a loro, si ingoieranno questo grosso rospo
-Non lo so, è un danno internazionale alla nostra credibilità, poi scusa il capo lì del Kazakistan non è tuo amico?
-Non ti preoccupare, oramai abbiamo creato questa grande illusione che basti un qualsiasi governo per stare a galla. Basta che gli dici “se noi cadiamo, cadete anche voi”, vedi che alla fine anche Re Giorgio sarà dei nostri
-Grazie, mi ha rincuorato
-Si ma questa è segnata, non credere, ricordati che se hai delle prove devi eliminarle
-Certo certo

Chiuse la chiamata e finalmente vide la sua sagoma riflessa nello specchio a figura intera dell'armadio, aveva una maglietta color turchese con scritto in giallo “i love kazakistan”, “cazzo cazzo” pensò. Prese un secchio di ferro, ci buttò la maglietta, la cosparse d'alcol e con un fiammifero l'accese.
Mise il secchio fuori dal balcone ma il fumo che ne fuoriusciva era troppo, rischiava di destare attenzione, “cazzo cazzo” pensò Angelino. Entrò in casa, era sicuro d'avere un estintore in casa, lo trovò steso sul divano del salotto, lo prese e corse a spegnere il piccolo fuoco. Prese un lungo respiro e poi citofonarono, finalmente era arrivata la colazione, fece salire Alfredo e lo accolse con i pantaloni del pigiama ed a torso nudo.

Alfredo varco l'uscio e squadrò interdetto Angelino
-Che c'è faccio cosi schifo a petto nudo?
-No signore è per quello che ha disegnato sopra

-O cristo mi sono tolto la maglietta di fretta e non ci ho fatto caso
Andò allo specchio, dal petto partiva la sagoma dell'Italia, solo che invece che uno stivale era un pene all'ingiù con sopra scritto “Itali!!”
-Ma cosa cazzo ho fatto ieri?
-Se non lo sai lei
-Questa, caro Alfredo, è una di quelle mattine in cui sono gli altri a dirti cosa hai fatto il giorno prima
-Beh faccia una buona colazione allora e vedrà che ricorderà tutto
-Inizio a pensare che preferirei non ricordarlo
-Perché?
-Niente lasci stare, grazie e... ah prenda questo secchio e lo elimini
-Il secchio?
-Beh quantomeno quello che c'è dentro, lo faccia e basta, grazie e buona giornata

Chiuse la porta alle spalle di Alfredo e sistemò la colazione sul tavolo del terrazzino romano. Prese il portatile dalla camera ed andò su internet, voleva controllare il suo profilo ufficiale di Facebook. Aveva numerose richieste di tag, iniziò a sudare freddo. Nella prima c'era lui a petto nudo, ancora senza disegno, inondato di tequila da un dubbio tipo kazako. Così ricordò tutto, l'ambasciatore che gli scassava la minchia, che gli diceva “fidati che questi sono solo dei criminali, farete un figurone, è la tua occasione amico”, qualche bicchiere di troppo e ualà ecco fatta la frittata. Oltre alle foto c'era anche un video, si mise le mani nei capelli che non aveva e lo guardò, era il momento in cui gli avevano disegnato l'Italia a forma di pene, i kazaki gridavano ridendo
-Italia essere paese di cazzo!
E Angelino rideva con loro, “bravo il coglione” pensava. Scrisse un messaggio inferocito al tipo che le aveva pubblicate e si lasciò andare sulla sedia.

Lo smartphone squillò, era “Enriko”:
-Eeehi Enri...
-CAZZO ANGELINO!
-Ehm buongiorno signor...
-Ma quale signore se siamo quasi coetanei! Cosa cazzo hai combinato?
-Lo so, lo so
-E dai cazzo, e le larghe intese ed il dovere istituzionale, il grande compromesso storico e poi mi fai 'ste puttanate
-Enrico mi hanno fregato
-Se vallo a dire a Travaglio, mortacci tua Angelì!
-Eh però questi sarebbero pure cazzi del ministro degli esteri, l'amichetta tua
-Lascia sta la Bonino

-Certo come sempre
-Non cambiare argomento, adesso che facciamo?
-E dai facciamo il gioco dello scaricabarile come sempre, facciamo fuori Procaccini, tanto quello sta per andare in pensione
-E tu?
-Nego, nego e nego, non sapevo niente
-Vabè dai, però che cazzo
-Dai Enrico, Dc..
-Forever! Dai coglione ci sentiamo
-Ok
-Ah martedì sera da me
-Che si fa?
-Prima ci spariamo Ritorno al futuro 2 e poi torneo di Pes!
-Booo! Grande Enrì!


 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook