Marco Sarti
Camera con vista
23 Luglio Lug 2013 1639 23 luglio 2013

Moro, è giunto il momento di desecretare tutti gli atti

Sul caso Aldo Moro è necessaria «una grande operazione trasparenza». È arrivato il momento di pubblicare tutti gli atti ancora coperti da segreto di Stato per fare luce sulla vicenda. Con un’interrogazione ai ministri della Giustizia e dell’Interno il deputato Pd Marco Carra torna su uno dei principali misteri italiani.

Quasi un mese fa la procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo. Un’indagine giustificata da alcune rivelazioni sul ritrovamento del corpo di Moro - era il 9 maggio 1978 - in via Caetani. Adesso spetta al governo intervenire. A trentacinque anni di distanza sono ancora troppi i documenti ufficiali su quella tragica vicenda impossibili da consultare. 

Carra cita alcuni lavori della commissione Stragi, ancora custoditi presso l’Archivio storico del Senato. Non sono gli unici. Il deputato Pd ricorda le parole del presidente della commissione Giovanni Pellegrino, che indicava la presenza di “27 faldoni relativi al caso Moro” conservati nella “Segreteria speciale del ministero dell’Interno”. 

E ancora. Ci sarebbero 24 faldoni che riguardano direttamente il rapimento dell’ex presidente del Consiglio archiviati dal Servizio segreto civile (all’epoca Sisde). E altri 60 che pur non occupandosi esclusivamente della vicenda, potrebbero comunque aiutare a fare chiarezza. «22 faldoni sono riferiti a “Brigate rosse”, 9 ad attentati, risoluzioni e sequestri di carteggio nei loro covi, 22 ad “Autonomia operaia”, 7 a “Unione comunisti combattenti” e Partito comunista combattente”».

La richiesta all’esecutivo è piuttosto esplicita. «È evidente - scrive Carra - che non possa essere tollerata l’esistenza di documenti non esplorati che potrebbero contribuire a ricostruire quella verità dei fatti che il paese cerca ininterrottamente da oltre trent’anni».

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