Marco Sarti
Camera con vista
24 Luglio Lug 2013 1446 24 luglio 2013

Quelle minacce di morte ai dipendenti della Camera

«Ma vi rendete conto?». Seduto davanti al pc, l’assistente parlamentare scorre gli insulti sullo schermo. Trattiene a stento l’indignazione e legge ad alta voce. «Sangue a volontà… Bruciamoli vivi…». Non sta inventando nulla. I commenti sono tutti pubblicati sulla pagina facebook “Maurizio Crozza Fan Page”. Sono oltre 100, per fortuna non tutti dello stesso tenore. In risposta a un articolo sui dipendenti di Montecitorio: «La casta nella casta: i baristi guadagnano 110mila euro, i ragionieri 227mila, i “consiglieri” 400mila».

Alla Camera c’è preoccupazione. Alle critiche, anche feroci, i dipendenti sono abituati. Le minacce di morte sono un’incredibile novità. E non si tratta di sfoghi isolati. «La corda prima o poi si spezzerà e saranno dolori» scrive qualcuno, «Bruciamoli vivi queste m**** una volta e per sempre», un altro. E ancora: «Guerra civile, ma vera… sangue a volontà», «Facciamogli il c***». Qualcuno arriva a ipotizzare: «Se uccidi un dipendente della Camera o Senato contribuisci ai risparmio e alla spesa pubblica».

La tensione monta fino a quando sono gli stessi uffici di Montecitorio a intervenire. Nel pomeriggio viene pubblicata una nota ufficiale del Palazzo per esprimere «la più ferma condanna per quella che ormai appare come una campagna di diffamazione e di aggressione nei confronti dei propri dipendenti». Nelle poche righe viene citata la pagina facebook “Maurizio Crozza Fan Page”, ma vengono criticati anche i giornalisti. «Sono sempre più frequenti affermazioni gravemente minacciose nei confronti dei dipendenti della Camera che dimostrano come tale fenomeno, basato su notizie di stampa a volte fuorvianti, abbia assunto caratteri non più accettabili in un contesto civile».

Al centro delle polemiche finiscono alcuni articoli pubblicati negli ultimi giorni. Tutti prendevano spunto dal dossier anti sprechi presentato da alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Alla fine per abbassare i toni deve intervenire anche Luigi Di Maio. Vicepresidente della Camera ed esponente del M5S. Nella sua dichiarazione Di Maio parla di «strumentalizzazione dei media» in merito al dossier. E difende i lavoratori di Montecitorio. «La veemenza che anima la discussione in merito agli stipendi dei dipendenti Camera è veramente vergognosa la strada deve essere quella che si sta seguendo nel Comitato degli Affari del Personale». C’è tempo anche per un sentito ringraziamento: «Non posso che apprezzare il lavoro e la professionalità del personale della Camera, e deplorare qualsiasi attacco personale, ingiurioso e violento». 

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