Segrete Stanze
25 Luglio Lug 2013 1122 25 luglio 2013

Il messaggio da capire nel viaggio in Brasile del Papa

Di Jerome Scissorschair

Si racconta che all’interno della Chiesa ci siano tre misteri non ancora svelati: quanti sono gli ordini femminili; quanti soldi hanno i salesiani; cosa pensano i gesuiti.

Bene. Forse Papa Francesco sta permettendoci di risolvere il terzo mistero facendo intendere almeno ciò che Lui pensa (in quanto primo Papa gesuita): il bene che può fare una Chiesa povera in spirito, spogliata da un esagerato ed ambiguo potere temporale, ripulita quanto possibile dalle mancanze individuali dei singoli membri in posizione di governo, rappresenta un valore superiore per l’intera umanità.

I gesuiti europei andarono in America Latina (in Brasile nel 1549) per convertire gli indigeni. Ora un gesuita americano latino viene in Europa, a Roma e diventa Papa per riconvertire l’Europa, che ne ha tanto bisogno per evitare sia lei a “diffondere i suoi errori nel mondo”.

Per questo il viaggio in Brasile potrebbe esser destinato ad assumere un significato particolare. Era programmato da tempo ma i grandi cambiamenti degli ultimi mesi e i problemi romani, emersi ed esplosi – che sono prioritari – avrebbero potuto anche giustificare un rinvio o una presenza temporale del Papa in Brasile più breve.

Invece si ha l’impressione che il viaggio possa rappresentare la scusa per un altro messaggio simbolico di questo” Papa dei messaggi”: il suo apprezzamento per la naturalità e la semplicità trovata nel comportamento del popolo brasiliano. Naturalità e semplicità, apertura al “mistero” , così distante dal comportamento più comune nei paesi più “maturi” sofisticati, persino innaturali e soprattutto nichilisti. Ma l’Europa e Roma non sono l’America Latina. anche se ne furono radici. Papa Francesco sa che per raggiungere i nuovi, necessari, obiettivi strategici della Chiesa in questi tempi e nel globale è necessario soprattutto organizzarla in modo adeguato per raggiungerli.

Ciò soprattutto con le persone adeguate, cioè dotate di capacità, fede, unità di vita e spirito vero di servizio alla Chiesa ed al Papa. Se Dante dovesse scrivere oggi la Divina Commedia immaginerebbe un girone apposito per “i simulatori di spirito di servizio “al Papa. Un grande risultato di Papa Francesco saranno le nomine di chi deve “fare cosa” per restaurare la Chiesa di Cristo, dove da una parte il “cortile dei gentili” si è svuotato e dall’altra parte i mercanti alloggiano ancora nel tempio.

Il Papa, quale massima autorità morale organizzata nella Chiesa, deve spiegare oggi al mondo nichilista cosa è bene e cosa è male e deve poter esser almeno ascoltato in un momento in cui i cosiddetti temi etici sono in una fase di confusione “terminale” . Chi osa difendere la “tradizione” viene intimidito o espulso (persino all’interno della Chiesa). Per riuscire ad esser ascoltato nel mondo intero il Papa deve essere credibile, per esserlo la Chiesa deve diventare esemplare nel comportamento.

Nella famosa borsa che Papa Francesco porta con sé in Brasile e tiene stretta in mano, speriamo ci sia l’organigramma nuovo e i curricula dei candidati alle posizioni chiave della nuova organizzazione. Se, tornando dal Brasile, chi ha messo in condizione Benedetto XVI di decidere la “rinuncia”, sarà ancora al suo vecchio posto, potrete convenire che la “rinuncia” stessa sarà stata inutile. 

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