Belfagor
25 Luglio Lug 2013 1857 25 luglio 2013

Lo zombie, le tasse e il resto

«Esiste anche un’evasione di sopravvivenza»: non passa inosservata l’uscita di Stefano Fassina al convegno della Confcommercio. E non poteva essere diversamente: è forse la prima volta, almeno in questi termini, che un esponente del centrosinistra, per di più viceministro dell’Economia, parla di mancato pagamento delle tassa come di una necessità. «Senza voler strizzare l’occhio a nessuno e senza ambiguità nel voler contrastare l’evasione - ha sostenuto Fassina commentando il balzo record della pressione al 54% - ci sono ragioni profonde che spingono molti soggetti verso comportamenti di cui farebbero a meno». Per il viceministro, insomma, «esiste una connessione stretta tra pressione fiscale, spesa ed evasione».

Insomma il viceministro Fassina non ha detto nulla di speciale. Sono cose simili a quelle che Berlusconi ha detto più volte. Ma il problema vero non nasce dal fatto che ci può essere un portatore originario dell'idea. Quello che viene enunciato è un fatto. Ed ecco scatenarsi un dibattito a colpi di richiami all'etica. Come se Fassina non sapesse quello che diceva. Come ci fossero da una parte i fatti morali e dall'altra quelli immorali, che non si potrebbero neppure evocare.

Tutto questo mostra a che punto siamo arrivati. Ci si batte per decidere se si possa o no parlare di quello che accade. E invece l'elaborazione politica presuppone il riconoscimento della realtà. Poi dovrebbe venire la capacità di mettere insieme questo e altri fatti: la spesa pubblica incomprimibile, i soldi imperturbabilmente assegnati nello stesso giorno ai partiti, 420 milioni di euro. Quando mostra di aver capito cosa succede Fassina non si comporta da zombie. Ma è uno zombie in un mondo di zombie chi non vede la miscela esplosiva della pressione fiscale che sale e della spesa che sembra intoccabile per definizione. Si parla di saldi invariati. In realtà siamo a entrate crescenti per compensare uscite sottratte al controllo. Questo è.

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