Vivere liberi
26 Luglio Lug 2013 0940 26 luglio 2013

Bar Tabacchi Pasticcerie Pancaffè Ricevitorie

Viviamo in un’era multimediale. Ogni giorno veniamo bombardati di continuo da testi, suoni, immagini, filmati in 2, 3 e perfino 4D. I nostri sensi non hanno un attimo di tregua e le aziende sono sempre alla ricerca di nuovi prodotti che sollecitino sempre più intensamente vista, udito, olfatto, gusto e tatto.

Ci sono multinazionali come Yamaha che producono di tutto, dalle racchette da tennis ai pianoforti passando per le motociclette e i fuoribordo. Ci sono politici che in modo angelico, o angelino, ricoprono tranquillamente nello stesso tempo le cariche di segretario di partito, ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio. Poi non riescono a fare bene nessuna delle 3, causano incidenti diplomatici internazionali e continuano a star lì con il beneplacito di un signore napoletano di 88 anni che non basterebbe questo intero sito per elencare tutte le cariche che ha ricoperto nella sua interminabile carriera politica e vita biologica. Ci sono politici in pensione che prendono doppia, tripla o addirittura quadrupla pensione. E non parliamo mica di pensioni di cartone o di bronzo, ma di pensioni d’oro o d’argento, se non di platino.

In un Paese così non potevamo certo accontentarci di avere dei semplici bar dove andare a bere un modesto caffè. Di solito il caffè si prende a colazione e lo si accompagna con qualcosa da mangiare, così nacquero i bar pasticcerie. E se c’è qualcosa di dolce da mangiare, perché non può esserci anche qualcosa di salato? Ed ecco che i bar pasticcerie divennero bar pasticcerie panifici, o pan caffè, come si vede scritto sull’insegna di sempre più locali, ad esempio qui a Milano.

Certo dopo il caffè ci sta bene una sigaretta. Allora i nostri amati bar pan caffè pasticcerie diventarono anche tabaccai, dove si poteva fare colazione, comprare il pane per il pranzo e pure un bel pacchetto di bionde cancerogene per la giornata.

Poi arrivarono i giochi del Lotto, del Totocalcio e del Totip, che già avevano conosciuto sigari e sigarette quando si compravano solo nei tabaccai. Fecero subito amicizia anche con caffè, alcol, salatini e pasticcini e accanto alla cassa apparve l’apparecchio per registrare le giocate.

E una volta montato l’apparecchio e collegato ad Internet, non vorrete mica sottoutilizzarlo impiegandolo soltanto per lotto e derivati, vero? E no, con lo stesso apparecchio infatti si può pagare la bolletta di luce e gas, il bollo auto, ricaricare il cellulare, la smart card della tv digitale di B e chissà quale altro nuovo servizio aggiunto alla lista proprio mentre sto scrivendo questo pezzo.

A paralizzare completamente la situazione dando il colpo di grazia definitivo ai nuovi baristi factotum dell’era multimediale ci pensò alla fine la nostra adorata Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato dai dipartimenti creativi della quale nacquero, più o meno in ordine cronologico, Enalotto, Superenalotto, Megaeurolotto, Gratta & Perdi, Lose 4 Life e, dulcis in fundo, le Roulotte Machine, cioè quelle macchinette che, se continui a metterci i soldi dentro, prima o poi ti ritrovi a vivere in una roulotte.

Io allo Stato gli lascio già circa il 35% del mio reddito in tasse e i loro giochini mangiasoldi non mi fanno divertire per niente, al massimo mi fanno incazzare quando penso a tutte le famiglie che hanno rovinato. Pertanto di Lotto, Megalotto e Picalotto non me faccio niente.

Vorrei solo sapere se c’è qualcuno che conosce un bar tranquillo, magari in una viuzza un po’ nascosta, magari in cui non arriva l’ADSL, magari a cui è appena caduta l’insegna, dove magari posso bermi un espresso e comprarmi un pacchetto di sigarette senza dover aspettare 40 minuti la vecchietta che si brucia la pensione giocando 73 schedine, l’imprenditore brianzolo che deve pagare i bolli delle sue 3 Porsche e la ragazzina viziata che deve ricaricare i suoi 2 iPhone senza neanche ricordarne i numeri!

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