Pensiero libero
29 Luglio Lug 2013 1452 29 luglio 2013

A Milano il Pd batta un colpo

Che su Milano ormai da troppo tempo sia presente una sorta di nebulosa nella quale la politica vive una stagione particolarmente difficile è palese anche al più distratto dei cittadini. Non per fare il nostalgico, ma Milano è stata la città dei circoli, delle novità, delle scelte che hanno caratterizzato la questione nazionale, insomma, una città in prima fila nel proporre e nel fare maturare le idee. Ancora più sorprendente è il silenzio, o direi meglio, l’assenza da parte del partito maggioritario: il Pd. Singolare questa vicenda. I temi certamente non mancano, anzi. A dir la verità, il Pd dovrebbe essere anche al governo di questa città da ormai tre anni, anche se non sembrerebbe. Forse, il colpo di grazia è stato determinato dall’inspiegabile sconfitta alle regionali. In quella competizione era proprio impossibile perdere: eppure è avvenuto. Troppi errori e neppure un’analisi seria è stata fatta subito dopo. Certamente un po’ di influenza la vicenda nazionale l’ha avuta, ma questa non può essere una scusante. Oggi, nella città di Milano, aldilà dei soliti rituali che avvengono nelle riunioni dei circoli, è calma piatta. Ci si confronta soltanto sui futuri assetti del partito: dal segretario cittadino, a quello provinciale a quello regionale. Ci si divide, ma non sulle idee, ma ancora una volta tra schieramenti di piccole o grandi correnti; si fa solo del povero cabotaggio. Milano è una città che merita molto di più, che esprime spazi intellettuali e culturali che in questa omologazione non possono certo emergere. Fra un po’ avremo Expo e poi le elezioni comunali; se non precedute da quelle nazionali. Ma non si muove nulla, non si ha il coraggio di andare oltre l’appartenenza al partito, o a una corrente di essa, o a un appoggio non esaltante alla giunta Pisapia. Ora, ci sarà il congresso, se però non si svolgerà al di fuori degli schemi tradizionali servirà a ben poco: acclamerà semplicemente un nuovo apparato.

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