Pensiero libero
31 Luglio Lug 2013 0944 31 luglio 2013

Sicurezza a Milano è di nuovo priorità

Non mi fido sempre dei sondaggi. Preferisco farmene io uno artigianale, ma di sicuro effetto: vado al bar del quartiere a bere il caffè e mi fermo con i clienti a commentare la Gazzetta dello Sport, mi reco al supermercato a fare la spesa e a chiacchierare con le casalinghe, mi intrattengo a lungo con Gino, il più noto portinaio della zona Ripamonti. Così facendo, ho sempre indovinato: la vittoria di Pisapia, la sconfitta di Ambrosoli, il successo clamoroso di Grillo. Le persone nei quartieri e nelle periferie milanesi oggi parlano soprattutto del lavoro che non c’è e dei soldi che non bastano più, ma anche della questione sicurezza, o meglio, della non percepita sicurezza. E qualcosa di reale c’è in questa loro preoccupazione: furti nelle case, negozi svaligiati, scippi per strada, danneggiamenti di auto e vetrine, accattonaggio ora sempre più molesto, caseggiati Aler in mano a famiglie criminali che intimoriscono gli anziani abitanti. Io ritengo che serva una presa di posizione forte. Sono stanco dei buonisti farisei che vivono nei ricchi palazzi e discutono di socialità nei loro ben forniti salotti. Io vivo in periferia e le condizioni sono ben diverse da quello che questi radical chic descrivono. Certo, non siamo nel Bronx, ma neppure nell’isola felice. Proprio per questo è necessario prendere in mano l’iniziativa come istituzioni, concordando con chi di dovere come Prefetto e forze dell’ordine cosa fare. Una proposta provocatoria: togliere immediatamente la patria potestà a quei genitori che inducono i figli all’accattonaggio, al furto e in qualche caso alla prostituzione. Non ci si inventi soluzioni inutili come quella dei militari o di ridicole ronde. Serve un pressante controllo del territorio e quindi mezzi adeguati: auto funzionanti e soprattutto con benzina, strumenti informatici adeguati, un lavoro di intelligence. La sinistra su questo versante ha sempre sbagliato ritenendo erroneamente che fosse un tema della destra. Invece, la destra se ne è solo appropriata strumentalmente. Io sono profondamente di sinistra, socialista e riformista e quindi mi batto per la difesa dei più deboli, non certo dei delinquenti.

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