Asia Files
2 Agosto Ago 2013 1221 02 agosto 2013

Satira in Cina, un sorriso contro la paura del potere

Politici in mutande, maiali cotti nel fiume, sedie vuote che ricevono un premio, studenti robot che preparano un esame. Una risata amara per commentare un fatto, un disegno per richiamare l'attenzione su particolari argomenti. A detta di molti disegnatori, la vignetta satirica in Cina sembra alimentata da un costante fonte d'ispirazione. "In Cina non mancano certo i soggetti e le fonti d'ispirazione! Perché la Cina ha davvero un sistema a parte, che può apparire incredibile al resto del mondo" ci spiega Wang Liming, aka Biantai Lajiao, disegnatore di base a Pechino.

Storie di ordinaria follia che rischiano di diventare consuetudine. Per questo un gruppo di disegnatori ha messo su una piattaforma di condivisione di queste storie, un "Registro di storie incredibili" per restituire ai fatti la giusta assurdità. Come ci spiega Badiucao, vignettista shanghainese di base in Australia: "In Cina c'è un modo di dire: xi yi wei chang, che significa che dopo aver visto ripetersi una cosa molte volte, la si considera normale.

Il "registro di storie incredibili" raccoglie storie che bisogna continuare a osservare razionalmente e a considerare assurdità. Come se una persona normale fosse messa improvvisamente in un sistema in cui ci sono solo pazzi, e si trovasse ad avere solo due opzioni: continuare, seppur tra mille difficoltà, a usare il proprio giudizio di persona normale; oppure abbandonare la logica, cambiare se stesso, abituarsi. Con il "Registro di storie incredibili" scegliamo la prima opzione, perché crediamo che un giorno potremo tornare a una società di persone normali."

Si potrebbe leggere i fatti del giorno attraverso i disegni satirici che circolano online. La vignetta satirica non si limita a riportare una notizia, ma la ridimensiona in un contesto di assurdità: irride al potere e alla propaganda. Continua Badiucao: "Quando il governo viene fuori con parole sulla giustizia, una vignetta è come il bambino che scoppia a ridere nella storia dei vestiti nuovi dell'imperatore, è uno schiaffo sonoro al tiranno che si auto compiace. La satira è un modo per sezionare la maschera ipocrita della dittatura, un sorriso che permette di indebolire la paura nell'autorità."


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