Roberto Zichittella
Va’ pensiero
3 Agosto Ago 2013 1341 03 agosto 2013

Il record di Elham che non piace agli ayatollah

Mentre a Teheran entra in carica il nuovo presidente iraniano e mentre a Barcellona si avviano alla conclusione i Campionati mondiali di nuoto, è in corso la mobilitazione internazionale per Elham Asghari.

Elham è una nuotatrice, ma di lei si è scritto forse un millesimo degli articoli dedicati, tanto per dire, ad amori, passioni, vittorie, sconfitte, paranoie, sospiri, incazzature, scenate, tatuaggi, di Federica Pellegrini. Eppure, anche se Elham non ha mai vinto una medaglia olimpica o mondiale, la sua vicenda merita attenzione.

Elham è l'attuale detentrice del record iraniano per la specialità 20km rana femminile in acque aperte. Il record lo ha stabilito nel Mar Caspio l'11 giugno scorso, ma quando l'atleta è andata a registrare il risultato si è scontrata con i funzionari del Ministero dello sport iraniano. Il record non può essere registrato perché il costume indossato da Elham durante la gara non risponde ai requisiti del "costume per nuotatrici in mare aperto". In pratica, sostengono gli zelanti custodi della morale islamica degli ayatollah in turbante, "le caratteristiche femminili del suo corpo erano visibili quando è emersa fuori dall'acqua".

Elham si difende. In un video che la mostra costretta a nuotare con la nera palandrana e la cuffia imposta dalle regole del regime iraniano, Elham spiega: "Quel giorno il mio costume copriva tutto il mio corpo, sette persone lo hanno testimoniato. Ho nuotato lungo la spiaggia riservata alle donne e nessun uomo si trovava lì".

In sostegno di Elham è stata lanciata da Change.org, grazie alll'impegno dell'esule iraniana Sabri Najafi, la campagna di mobilitazione internazionale "Il record di Elham deve essere riconosciuto". Sarebbe bello vedere un lungo elenco di firme, comprese quelle delle atlete che hanno partecipato ai Mondiali di Barcellona.Si può farlo sul sito www.change,org/elham. Allo stesso indirizzo si può vedere il video di Elham con la sua tenuta da gara. Più che un essere umano sembra una strana creatura dei mari, una manta gigante, che farebbe paura a incontrarla nell'acqua.

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