Marco Giovanniello
Rotta verso il mercato
4 Agosto Ago 2013 1146 04 agosto 2013

Se Silvio togliesse il disturbo

In vacanza agli antipodi, in un Paese dove tanti immigrati italiani e i loro discendenti sembrano felici del prevalere della "Rule of Law", che dovrebbe sempre essere il principio cardine della destra, mi sembra sempre più bizzarro il cancan dei politici della destra italica per salvare da una sentenza passata in giudicato il loro padre padrone. Mi è piaciuto molto il lapidario articolo di Severgnini, lapidario perché è una pietra tombale: con l' eccezione della Russia di Putin e dopo tre gradi di giudizio, Berlusconi per la politica e l' opinione pubblica internazionali è passato in giudicato e l' accanimento vero o presunto della Magistratura è irrilevante. Del resto basterebbe ricordare l' accanimento politico nel caso Clinton-Lewinski. Così sarebbe anche in Italia se della destra Silvio Berlusconi non fosse il padrone anziché il capo, se il consenso che ottiene non dovesse tanto ad un' anomala concentrazione proprietaria di potere televisivo. Bondi evoca la guerra civile e sbaglia chi lo critica, perché figurativamente è quello che ci aspetta. Il centrodestra italiano non è un Popolo della Libertà, ma è un Partito di Berlusconi, nel senso proprietario, come il Milan e ha come scopo gli interessi del padrone, come qualsiasi azienda. Purtroppo è un male per l' Italia, non perché mantenga in posizioni di potere il terribile Silvio Berlusconi, ma perché priva l' Italia di una destra che abbia a cuore innanzitutto gli interessi del Paese. La conseguenza peggiore della condanna sarebbe il ritiro del passaporto. Non offenda il paragone, papa Ratzinger si è ritirato quando ha capito di non essere in grado di riformare la Curia romana e che la Chiesa non poteva aspettare il suo decesso per ripartire. Berlusconi dovrebbe abbandonare la politica e l' Italia, capendo che non può svolgere il compito, più rivoluzionario che riformatore, che tocca alla destra italiana, in un quadro politico dove prevale una sinistra antiquata, ancestrale. Ci vuole qualcuno che intenda seriamente effettuare una rivoluzione liberale, mantenere le promesse che Berlusconi ha fatto vent' anni fa e non ha mai mantenuto. Berlusconi ha fallito e non può occupare il posto in panchina che spetta ad un nuovo allenatore. Silvio Berlusconi deve capire che c' è qualcosa, l' Italia, che ha più valore della singola persona di Silvio Berlusconi. Deve valere "Le Roi est mort, vive le Roi". Come lo sconfitto Carlo Alberto vada nella Cascais che preferisce, ma per favore non ci lasci un' eredità dinastica, non abbiamo bisogno di famiglie che si tramandano il potere da una generazione all' altra, come in India, in Pakistan e, ahimé, in Grecia.

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