Segnali dal campo
7 Agosto Ago 2013 1632 07 agosto 2013

Agricoltura-Alimentazione-Nutrizione

Quando di parla di alimentazione non possiamo, a mio avviso, prescindere dal parlare di agricoltura. I prodotti agricoli si coltivano così come si coltiva il “futuro” dei nostri figli. Mi piace utilizzare il termine “coltivare” proprio perché indica il forte legame che esiste tra i prodotti della terra e una crescita sana, non solo dei bambini ma anche del nostro ambiente. Un legame indissolubile tra agricoltura, territorio, alimentazione e salute.

L’alimentazione riguarda l’attenzione e la propensione con cui l’individuo si rivolge al cibo, che comprende la sua valutazione, la trasformazione e la preparazione, fino alla scelta di cosa mangiare.

L’alimentazione, secondo una prospettiva sana e naturale, ha un profondo legame anche con i metodi di coltivazione e produzione del cibo, interagendo così con l’agricoltura.

La nutrizione considera invece gli effetti che i nutrienti, che assumiamo attraverso l’alimentazione, hanno sul nostro corpo.

Diviene quindi chiaro come sia necessario considerare l’intero processo che sta dietro ad un alimento. I sistemi di coltivazione sono essenziali per determinare le qualità nutrizionali di un alimento e quindi il suo impatto sul nostro organismo.

Il passaggio dall’agricoltura contadina, basata sulla piccola e media dimensione, sulle coltivazioni locali e nel rispetto dell’alternanza e della biodiversità, all’agricoltura nelle mani di grandi proprietari e di società multinazionali, ha portato alla perdita di contatto con la terra, delegando le grandi industrie agro-alimentari a provvedere ai bisogni della popolazione mondiali: la conseguenza di questa scelta è stata la perdita di tradizione, di cultura e di biodiversità, grande tipicità dell’agricoltura italiana e il conseguente impoverimento economico dei coltivatori.

Se non si tiene conto della differenza intrinseca dei prodotti agricoli quando si parla di alimentazione, si finirà a parlare solo di calorie assunte perdendo il grande valore che apportano gli alimenti che è racchiuso nei loro nutrienti minori (vitamine e sali minerali). La dieta verrà vista solo come un regime alimentare restrittivo mirato a perdere peso e non come stile di vita (significato etimologico del termine) volto ad assumere corrette abitudini alimentari, ad aumentare la nostra consapevolezza e la capacità di conoscere e distinguere i prodotti alimentari e il loro valore nutrizionale e benefico.

In quest’ottica la città e la campagna devono ritrovarsi e supportarsi reciprocamente, il consumatore e il produttore devono lavorare insieme nella direzione di far incontrare una nuova domanda di prodotti di qualità con l’offerta di prodotti agricoli tracciati, sicuri e genuini.

Solo attraverso una partecipazione consapevole e il sostegno dei consumatori, come elemento fondamentale per la creazione di un nuovo modello distributivo, si può riuscire a riavvicinare la città e la campagna secondo gli esempi che già stanno emergendo in diverse città italiane: filiera corta, mercati contadini, vendita diretta, produzioni che nascono da una filiera tutta italiana e che ci consentiranno di avere, finalmente, coscienza di alimentarci con cibi “buoni” per il nostro palato, “sicuri” per la nostra salute e “sostenibili” per la nostra agricoltura e il nostro ambiente.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook