Bastonature
8 Agosto Ago 2013 1710 08 agosto 2013

E anche le regole dei cessi diventano “filosofia”

Sono poliurico. Mi scappa troppo spesso la pipì. Così, nella mia cartografia interiore, mappo tutti i – rarissimi – bagni pubblici (o privati, ma liberi); gli sfogatoi gratuiti di una necessità umile quanto impellente. Non è tanto questione di risparmio. Si tratta piuttosto di un desiderio liberale; del non dover rendere conto a nessuno  della mia minzione. Nessun ipocrita caffè – tassa inevitabile in qualsiasi esercizio commerciale – nessuna falso-educata richiesta “Scusi, la toilette?”, quando poi so già benissimo che è in fondo a destra.

Purtroppo, recentemente, nel raggiungere uno dei miei bagni preferiti – centralissimo ma appartato; ipogeo –, una luce al neon l’aveva trasformato in una scintillante Las Vegas delle latrine. Tornelli, guardiano, macchinette cambiamonete… Regole e pedaggio per poter accedere. E due tavole, affisse all’ingresso, come tesi. Neanche fosse il portale della cattedrale di Wittenberg. 

“La nostra filosofia” ci sta scritto sopra. Filosofia. «La nostra promessa di pulizia e servizio si chiama Sanifair. Da noi i clienti devono sentirsi sicuri e a proprio agio, accolti da rinfrescanti servizi igienici di nuova concezione. Sanifair convince per le soluzioni architettoniche e gli arredi di pregio. La funzionalità pensata sino in fondo e l’atmosfera gradevole si coniugano in un’unità armonica dove il servizio cortese e premuroso è di casa». Troppa filosofia, io volevo solo pisciare.

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