Cristiano Bosco
Vanilla Latte
8 Agosto Ago 2013 1803 08 agosto 2013

Se il pedone si trasforma in "veicolo non autorizzato"

Se dovessero mai istituire un campionato nazionale per le multe più bizzarre, la Liguria, questa estate, sarebbe già in pole position per il primato. Non è ancora dato sapere se tale contest, una sorta di premio oscar dedicato alle sanzioni più assurde emesse in Italia, sia in procinto di essere organizzato, ma fin da ora si può prevedere che la terra ligure avrebbe vita facile già nel girone eliminatorio, guadagnando facilmente le fasi finali, grazie a un tris d'assi calato nelle scorse settimane.

Non bastava, infatti, la multa da cinquemila euro al pizzaiolo di "Benvenuti al Sud" di Albisola Superiore, in provincia di Savona, per aver servito due pizze ai tavoli (cosa proibita, trattandosi di locale da asporto e non dotato di autorizzazione alla somministrazione), caso che ha già guadagnato l'onore delle cronache nazionali, con tanto di ospitata del malcapitato protagonista da Nicola Porro (e difesa d'ufficio dell'ex Ministro delle Finanze Giulio Tremonti) a "Virus" su Rai Due. E non era sufficiente, evidentemente, il secondo caso: sempre una pizzeria, sempre 5000 euro di sanzione, sempre ad Albisola Superiore - ottima futura location per il film blockbuster "Non è un paese per pizzaioli" - stavolta, come riportato dal Secolo XIX, per la gravissima colpa di aver servito, assieme a una pizza, una birra alla spina.

Non c'è il due senza il tre, vuole il proverbio. E, di fronte all'emergere di un comune più piccolo, di un'altra provincia, non poteva starsene con le mani in mano la Superba, o la matrigna, insomma il capoluogo di regione che risponde al nome di Genova. Che, forse un po' seccata, ha colto la sfida di Albisola Superiore, e ha risposto con l'artiglieria pesante, ovvero con l'ennesimo capitolo del romanzo delle sanzioni assurde del 2013. A darne notizia, il giornalista Dino Frambati sul quotidiano genovese Corriere Mercantile, che ha raccontato l'incredibile vicenda della cittadina Virginia Biglia e del suo figlio ventenne, multati dal Corpo di Polizia Municipale del Comune ligure per aver violato una ZTL del centro con un "veicolo non autorizzato". Un classico, per qualsiasi grande città. Può capitare. Magari sbagliando strada, o ignorando di trovarsi in una zona a traffico limitato, o perché sovrappensiero, si finisce con l'automobile o il ciclomotore dove non è possibile transitare, o dove non si detiene il permesso a circolare. Ma mai, prima d'ora, ciò era avvenuto a un pedone.

Perché il "mezzo non autorizzato" individuato, identificato e sanzionato dalle forze di polizia della città della Lanterna non è altro che...uno zaino. Di quelli che ogni studente possiede. Colpevole, in questo caso, poiché dotato della targa-ricordo di uno scooter non più posseduto dal ragazzo. Anzi, nemmeno più in circolazione. E così, camminando per la centralissima Via Garibaldi, nobilissima e antichissima strada del capoluogo, inserita nel Patrimonio dell'Umanità UNESCO, ospitante la sede comunale di Palazzo Tursi e ribattezzata da Madame de Staël "Rue de Rois" (la Via dei Re), il giovane è stato rilevato dalle telecamere come un corpo estraneo, ricevendo, a distanza di settimane, la conseguente contravvenzione. Quasi una barzelletta, uno scherzo, al punto che la madre dello studente - nonché intestataria del veicolo non più esistente - si è recata al comando della Polizia Municipale per chiedere spiegazioni, e per visionare la relativa documentazione fotografica allegata al verbale incriminato. La quale mostra, in maniera inequivocabile, due innocenti pedoni, uno dei quali con addosso uno zaino dotato di targa.

Il fatto ha ovviamente destato non poco scalpore, e la notizia, accolta tra l'incredulità e lo sgomento - anche perché evidenzia una certa mancanza di controlli da parte degli esseri umani, nei riguardi del lavoro delle macchine automatiche, non a prova di errore - sta facendo il giro delle cronache di tutto il paese. E la Liguria, con questo altro colpo da maestro, guadagna nuovi e preziosissimi punti per fare un decisivo balzo in avanti nella classifica per il titolo di regione con le multe più bizzarre. La signora Virginia Biglia, protagonista a sua insaputa della vicenda, ha ovviamente presentato ricorso in Prefettura, oltre che per non pagare l'ingiusta sanzione, anche per evitare che, nel prossimo futuro, le autorità non la contattino per chiedere di effettuare la revisione e il tagliando allo zaino, o di rinnovare bollo e assicurazione sul figlio.

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