Gianluca Melillo
ItaliAmo
9 Agosto Ago 2013 0804 09 agosto 2013

Chi rispetta gli animali rispetta (anche) le persone

Chi rispetta gli animali rispetta sempre (anche) le persone. Ma chi non rispetta gli animali non rispetta alcunchè. A cominciare da se stesso.

Nel periodo delle vacanze inizia quella vergognosa pratica dell'abbandono dei nostri amici a quattro zampe. Un'abitudine disgustosa (troppo) praticata da persone che certo non esito a definire bestiali.

Anche per contrastare questo "fenomeno" estivo è con gioia che accolgo le nuove norme che cancellano il divieto di entrare nei luoghi pubblici degli animali da compagnia. E che, de facto, riconosce una valenza sociale, ed anche giuridica, al rapporto fra animali domestici ed i loro proprietari.

Secondo le nuove leggi infatti il Comune riconosce appunto "la valenza sociale" del rapporto tra esseri umani e animali d'affezione ed opera perché il rispetto verso i nostri amici a quattro zampe sia promosso anche nel sistema educativo, a partire dalla scuola dell'infanzia ed elementare.

Il regolamento elenca doveri e responsabilità del detentore di cani e gatti – ad esempio, la custodia, il controllo della riproduzione, le precauzioni contro danni a terzi o aggressioni – e alcuni significativi divieti come quello di legare gli animali alla catena, di venderli a minorenni, di detenerli se si sono riportate condanne, o è stato accolto il patteggiamento, per maltrattamento o uccisione, di lasciarli cronicamente soli, di condurli al guinzaglio da qualsiasi mezzo di locomozione, di utilizzarli per l'accattonaggio, di offrirli in omaggio o in premio (come ancora accade in molte lotterie di paese).

Qualora il detentore, "per seri e comprovati motivi", non sia più in grado di tenere l'animale, è previsto che ne dia comunicazione all'Asl e al Comune affinché le strutture pubbliche o private convenzionate possano gestire l'accoglienza. Il regolamento, inoltre, riconosce e promuove, quale strumento alternativo per la lotta al fenomeno del randagismo, la figura del "cane di quartiere" o, più propriamente, del "cane libero accudito": le condizioni per il riconoscimento sono definite dal servizio veterinario delle Asl competenti.

I titoli sul libero accesso degli animali riprendono ed approfondiscono il testo delle ordinanze-tipo presentate l'anno scorso e già fatte proprie da molte amministrazioni. La regola generale è che l'accesso è libero ovunque la legge non lo vieti, purché i cani siano muniti di guinzaglio e, solo all'occorrenza, di museruola e i gatti viaggino in trasportino.

Viene concessa la facoltà di non ammettere gli animali negli esercizi pubblici che, presentata documentata e motivata comunicazione al Sindaco, predispongano appositi e adeguati strumenti di accoglienza, atti alla custodia degli stessi durante la permanenza dei proprietari all'interno del medesimo esercizio.

Con guinzaglio e museruola, è consentito ai cani l'accesso alle case di riposo e in "apposite aree" degli ospedali, dove potranno "far visita" ai proprietari ricoverati, e nei cimiteri.

Sono dettate regole anche per affrontare i momenti più spiacevoli: l'eventuale fuga o smarrimento dell'animale domestico, la soppressione, ammessa soltanto se gli individui sono gravemente malati e non più curabili e previo benestare dell'Ufficio competente per la tutela degli animali, e l'inumazione.

Su tutto il territorio comunale si propone il divieto, in qualsiasi forma, di esposizione, spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l'utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche.

Tra le eccezioni sono ammessi i circhi, tutelati dalla legge del 1968, purché osservino le linee guida "per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti" emanate dalla Commissione Scientifica CITES del Ministero dell'Ambiente. Sono prescrizioni severe e dettagliate, specie per specie. A danno dei contravventori è disposta la sospensione immediata dell'attività.

Per le violazioni del regolamento, non punite dalla legge, sono previste sanzioni amministrative da 150 a 500 euro e, nei casi previsti dalla legge, la confisca degli animali.

Concludo augurandovi buone vacanze, che personalmente trascorrerò anche con Priscilla (la nostra "figlia" a quatro zampe), e dandovi appuntamento a fine agosto. Sempre su #Italiamo sempre su #Linkiesta

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