Massimo Famularo
Apologia di Socrate
12 Agosto Ago 2013 0958 12 agosto 2013

Come ladro di notte

Leggendo questo comunicato stampa, mi è tornato in mente il passaggio biblico sulla morte che viene come un ladro di notte.

Puntate precedenti: il decreto salva-Italia poneva un tetto agli stipendi dei manager pubblici pari alla retribuzione del primo presidente di cassazione ossia 293mila euro. Il movimento politico Fare per fermare il declino, con la campagna non più alto del colle, propone un limite più stringente ossia che:

nessun dipendente pubblico o di società controllata potrà percepire una remunerazione annuale, anche cumulando le diverse voci, superiore a quella del Presidente della Repubblica pari a circa 240 mila euro.

Sottolineandol’importanza di porre questo limite a tutta la remunerazione cumulata: i super-stipendi spesso non
sono determinati dal singolo incarico ma dal cumulo delle cariche.

Venerdì scorso i capigruppo della maggioranza in Senato hanno proposto un emendamento che ridimensiona drasticamente il pur insufficiente intervento del decreto salva Italia e prevede la riduzione del 25% per i manager pubblici e solo a partire dal prossimo rinnovo: in barba ai contribuenti massacrati l'AD di ferrovie continuerebbe a percepire 870mila euro per scendere a 652 al prossimo rinnovo. Cifre lontane sia dai 240 proposti d Fare che dai 293 del decreto salva Italia.

Se non fosse sufficiente, poco prima di ferragosto il ministero del tesoro ha convocato le assemblee di molte società controllate in modo da spostare di 3 anni il termine del rinnovo.

Occorre aggiungere altro?

@massimofamularo

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