L’Altro Cinema
14 Agosto Ago 2013 1024 14 agosto 2013

Lucciole per Lanterne, in nome del popolo cileno

La storia raccontata da Lucciole per Lanterne, documentario diretto dai registi italiani Stefano e Mario Martone, ha inizio in Cile nel lontano 1981. Al comando c'è ancora il dittatore Pinochet, che varando il Codigo de Aguas permette la quasi totale privatizzazione delle risorse idriche del paese. Nei trent’anni successivi i diritti per lo sfruttamento dell’acqua vengono ceduti alle multinazionali straniere interessate a produrre energia idroelettrica. Dal 2008 è il turno anche dell’italiana Enel che, essendo diventata intanto proprietaria del 96% dell’acqua della Patagonia, decide di portare avanti il progetto HidroAysén attraverso la costruzione di cinque dighe sui fiumi Baker e Pascua, nel sud del Cile.

Il film racconta le storie di tre donne la cui vita è stata o sarà sconvolta dalla realizzazione di queste dighe mostruose: Claudia Torres, giornalista di Radio Santa Maria, che si sta battendo con la sola forza della sua voce contro il megaprogetto idroelettrico in corso in Patagonia; Berta Quintremann, piccola grande donna mapuche di ottant’anni, simbolo della durissima resistenza alla diga Ralco nella regione dell'Alto Bio Bio; e Marisol Pizarro, abitante da quattro generazioni sulle rive del fiume Los Ñadis, in una valle che sarà inondata se le dighe in Patagonia verranno costruite.

“…io, ancorché multinazionale, darei l’intera Montedison per una lucciola”.
(Pier Paolo Pasolini, 1975)

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