Pirates! Not the Navy!
20 Agosto Ago 2013 0932 20 agosto 2013

La vita ai tempi del redditometro.

Solita routine mattiniera fine agostana e fine vacanziera. Ultimi scampoli di caffè lenti e giornali. Tutto sembra uguale, ma da oggi parte il redditometro. Da neolaureato e probabile futuro praticante avvocato mi chiedo che ne sarà di noi. Di una generazione di disoccupati, di inoccupabili, di tempi determinati e part time. Se fosse tutto qui, non mi dispererei per nulla, e' la flessibilità la legge per competere nel mercato globale. Mi dispero però, perché da oggi, questa generazione di un tempo poco privilegiato e mal sfruttato, combatte anche con il redditometro. Facciamo due conti: ad esempio siete al primo impiego e vivete in una grande città. Quanti di voi riescono a pagare tutto,ma proprio tutto, col proprio reddito? Pochini a occhio e croce. Chi non ha un aiuto più o meno ampio dalla famiglia di questi tempi? O chi magari ha una casa comprata con il risparmio dei genitori? O chi non percepisce una integrazione per la vacanza? Voi pagate le tasse sul vostro reddito, i vostri genitori anche. Ne pagate troppe per mantenere servizi inefficienti e pagare gli stipendi ai Cda delle municipalizzate. Ora lo Stato decide anche quanto potrete spendere, quindi è probabile che vi troverete, insieme con i vostri genitori, a dover giustificare le vostre spese. Non sarete più liberi di spendere come prima, con la stessa tranquillità perché ognuno con i propri risparmi dovrebbe farci ciò che vuole senza dover dire a propaggini dello Stato perché ha scelto di spendere più di quanto guadagna.Controllare le dichiarazioni dei redditi non basta?No, perché il risparmio passa da virtù a sospetto da controllare con il microscopio di funzionari pagati dallo Stato(e quindi dalle vostre tasse pagate). Se va avanti così saranno tassate anche le paghette che vi danno i genitori o magari deciderà il legislatore quanto potrete percepire in termini di liberalità. Sappiate che da oggi siete più controllati e perderete sicuramente parte del vostro prezioso tempo per giustificare la vostra onesta' a burocrati statali. Nel frattempo il mercato del lavoro non è solo ingessato, ma fermo. Insomma il fisco vi guarda, il mercato del lavoro no.

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