Sogni di merito
21 Agosto Ago 2013 1312 21 agosto 2013

La legge contro il femminicidio "è una cagata pazzesca"

Ultimamente si parla tanto di questa emergenza del femminicidio. Non c'è giorno in cui non sentiamo di omicidi, tentati omicidi, violenze e altri episodi raccapriccianti verso le nostre indifese donzelle.

Le ipotesi sono due: forse di colpo i maschi italiani sono impazziti, colpiti dal caldo che li ha portati in uno stato primordiale, con bava alla bocca e un irrefrenabile desiderio di uccidere (solo donne, perchè nonostante il 70% delle persone ammazzate sia di sesso maschile ciò non importa), oppure potrebbe essere che i media hanno imposto come tema gettonato dell'estate 2013 , in mancanza di un tormentone musicale adeguato, il femminicidio? (Questa è solo un'insana ipotesi che nulla ha a che vedere con la serietà e professionalità dei nostri telegiornali).

Ma perché mi domando ciò e metto in discussione il fatto che siamo in piena "emergenza femminicidio"? Il caldo ha forse dato alla testa anche a me che, per mia fortuna, anziché ammazzare la mia ragazza scrivo queste cose per dovere di solidarietà maschile?

No. Il punto è che, numeri alla mano, questa nuova legge per la quale Madame paladina Boldrini ha addirittura bisticciato ieri con Lega e M5S, non trova ragione, non esistendo nel modo più assoluto il problema. O comunque non essendoci un'emergenza.

Infatti, per quanto l'uccisione di una persona (non maschio o femmina, ma persona) sia un evento orribile anche nel caso il numero di volte in cui accada sia pari a 1, non sussiste in Italia il problema di femminicidio poichè il numero dei casi non è per nulla aumentato come Studio Aperto (ma anche tutti gli altri tg e giornali, nonché l'osannato web) vorrebbe farci credere.

Non è salito né in percentuale tra uomini e donne uccise né in valore assoluto.

"Ma comunque il fatto che non sia aumentato non vuol dire che le cose vadano bene, dobbiamo perlomeno rientrare negli standard!" dirà qualcuno.

Ma, sorpresa delle sorprese, negli standard ci siamo già. Anzi ne siamo molto al di sotto (in senso positivo).

I numeri di molte associazioni che hanno a cuore il tema sono fasulli (o meglio falsati perchè si basano sulle notizie riportate dalle agenzia di stampa o addirittura dai "giornali").

Prendendo quelli ufficiali dell'Istat o del Ministero vediamo che i casi di femminicidio (che brutta parola) sono rimasti praticamente gli stessi dal 1992 al 2009, circa 0,5 donne uccise ogni 100.000.

Da osservare che la costanza degli omicidi sulle donne è un segnale che il fenomeno probabilmente è endemico e difficilmente influenzabile da agenti esterni quali leggi e, probabilmente, anche situazione economica.

Infatti mentre gli omicidi sugli uomini sono più variegati come cause (mafia, criminalità, risse) spesso, ma non sempre ovviamente, quelli sulle donne sono causati da follia esplosiva di uomini dagli amori spezzati e in contesto domestico, oppure all'opposto da violenti stupri random commessi sempre da folli.

In un grande paese come l'Italia, su 60 milioni di abitanti, è normale ci siano anche i pazzi e le bombe ad orologeria pronte ad esplodere fino a commettere l'impronunciabile. Ma sono per l'appunto pazzi. Fuori dagli schemi, ergo non controllabili e poco prevedibili. La costanza del fenomeno in più di 20 anni di analisi conferma questo.

Una legge può fermare il ragazzo che beve e guida, può esortare (non sempre) a piantare l'albero che fa ombra sulla casa del vicino, può farti pagare le tasse o impedire ad una persona lucida di uccidere per interesse (l'elegante omicidio alla Poirot per intenderci).

Di certo non può fermare assassini che agiscono sotto follia e rabbia esplosiva. Ma ve lo vedete un pazzo maschilista col pugnale in mano e la donna che urla "FERMO! HANNO APPROVATO LA LEGGE SUL FEMMINICIDIO!!!".

Sicuramente il potenziale assassino si fermerà, riporrà il coltello in cucina e risponderà "Hai ragione amore mio, scusami. Mettiti il vestito bello che ti porto fuori a cena".

In conclusione, quindi, la legge non serve a nulla e l'emergenza non esiste (o come detto, non esiste un'emergenza rispetto all'anno scorso, ma nemmeno rispetto a 5, 10, 15 o 20 anni fa).

Se le donne italiane si sentono poco al sicuro per colpa dei notiziari di questi mesi, sappiate che in Italia siete comunque più al sicuro rispetto ad altrove: infatti secondo il rapporto dell’ONU sugli omicidi in base al sesso, in quasi tutti i paesi europei il tasso di omicidi di donne è maggiore rispetto a quello italiano.

In rapporto alla popolazione vengono uccise più donne che in Italia in Austria, Francia, Germania, Svizzera, Svezia. Austria e Finlandia, paesi i quali hanno addirittura tassi quasi tre volte superiori a quelli italiani.

Care italiane, Studio Aperto o no, siete al sicuro! (E di certo non per quella stupida legge)..

twitter @gioviravetta

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