Massimo Famularo
Apologia di Socrate
25 Agosto Ago 2013 1132 25 agosto 2013

Introdurre a scuola un'ora di Dubbio

Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione

ha detto qualcuno più saggio di me e dal titolo di questo blog si può comprendere quanto io sia d'accordo con questo aforisma.

Tutti quanti crediamo in qualcosa, c'è chi crede nel Milan o nella Juventus; chi nella Chiesa Cattolica (che è cosa diversa dal credere in Dio) e chi nella socialdemocrazia; chi crede nello stato paternalista e nella libertà individuale (due cose compatibili quanto la botte piena e la moglie ubriaca) o molto più semplicemente, c'è chi crede nel farsi gli affari propri o (più spesso) nell'impicciarsi in quelli degli altri; c'è chi crede in se stesso, nel partito, nella mamma o nel papà o nel potere taumaturgico del Tofu.

Insomma se è naturale e perfettamente umano credere è invece decisamente insano e dannoso per la collettività ritenere acriticamente di essere nel giusto. Senza scomodare i roghi degli eretici o le guerre ideologiche ci sono danni attuali, immediati e consistenti che quelli che non cambiano idea causano a se stessi e alla collettività.

E' dannoso votare lo stesso partito o gli stessi politici, quando creativamente cambiano nome e colore, nonostante non facciano nulla di quanto promettono o promettano cose irrealizzabili o in ogni caso incoerenti con il sistema di valori che a loro dire vorrebbero rappresentare.

E' dannoso bersi le ricette di politica economica, energetica ed estera proposte creativamente da comici, cantanti e showgirl solo perchè alla televisione non c'è altro così come continuare a comprare gli stessi giornali, libri e guardare programmi televisivi che rappresentano una realtà di comodo lontana dai problemi reali e urgenti del paese.

E' dannoso accettare gli stessi servizi cattivi e costosi, quanto è possibile punire chi li eroga scegliendo delle alternative tanto quanto lo è continuare a fidarsi di chi ha tradito sistematicamente la nostra fiducia.

Forse ci vorrebbe un'ora a settimana, a scuola, in cui insegnare agli studenti a verificare quanto raccontano i giornali, a porsi delle domande e magari alla fine partorire il loro genuino punto di vista e poi a metterlo in discussione. Insomma una pratica tanto all'avanguardia che risale ai tempi del signore che da il nome a questo blog.

@massimofamularo

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