Diego Corrado
Avenida Brasil
26 Agosto Ago 2013 0911 26 agosto 2013

Il Brasile piange Gylmar e Nilton, miti della seleção

Se ne sono andati a poche ore di distanza, uniti come nella spedizione di Svezia 1958, quando con il primo titolo mondiale il calcio brasiliano conquistò quella ribalta internazionale che non avrebbe più abbandonato.
Il nome di Gylmar dos Santos Neves (nelle cronache dell'epoca con la i, mentre Gylmar è la grafia anagraficamente corretta), leggendario portiere della seleção (con cui vinse anche la Coppa del 1962 in Cile, unico portiere ad avere conquistato due trofei mondiali consecutivi), del Corinthians e del Santos di Pelé, divenne sinonimo del ruolo da lui impersonato, e in un'epoca in cui il portiere era visto come un eccentrico milioni di ragazzini brasiliani sognavano di ripercorrerne le gesta.
In ogni campetto polveroso dell'immenso paese, quando un gruppetto si riuniva per una partitella le gesta del portiere di turno erano accompagnate dalle grida "Vooooa Gilmar!", "Espaaaalma, Gilmar", "Defeeende Gilmar!", che echeggiavano i commenti dei telecronisti alle prodezze del campione paulista.
Era di Gylmar la spalla su cui un Pelé 17enne si abbandonò in un pianto dirotto dopo la conquista della storica Coppa del 1958, in una scena passata agli annali del calcio (nella foto, a destra di Pelé e Gylmar si distingue Didi, altro leggendario campione).

Gylmar esce dalla sua porta per entrare nella storia, ha scritto in un commosso commiato Juca Kfouri, principe dei giornalisti sportivi brasiliani.

Nilton De Sordi giocò tutte le partite della Coppa del 1958, ma saltò per infortunio la finale contro i padroni di casa, quando fu sostituito da Djalma Santos, a sua volta scomparso poche settimane fa. Fortissimo laterale sinistro, fu per anni una colonna della difesa del San Paolo, dove giocò 543 partite.

In una nota ufficiale la presidente Dilma Rousseff ha ricordato i due campioni e la vittoriosa spedizione di Svezia 1958, “decisiva per mettere fine una volta per tutte al complesso di inferiorità che affliggeva il nostro calcio”.

@diegocorrado

Diego Corrado è autore del libro BRASILE SENZA MASCHERE, Università Bocconi Editore.

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