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26 Agosto Ago 2013 2357 26 agosto 2013

L'incendio che puo' mettere in ginocchio San Francisco

L’area coinvolta è pari a quella della città di Chicago, vale a dire 65mila ettari. Numeri che hanno spinto la Casa Bianca a definire emergenza nazionale l’incendio scoppiato nel Parco Nazionale di Yosemite lo scorso 17 agosto. Oltre alla distruzione di bellezze naturali e il coinvolgimento di 3600 vigili del fuoco, la situazione, infatti, rischia di avere effetti anche sulla fornitura di energia e di acqua, lasciando a secco e al buio la vicina San Francisco.


Il parco Nazionale di Yosemite, 380 km di distanza dalla Bay Area, è considerato uno dei parchi più antichi degli Stati Uniti ed è diventato attrazione non solo per i californiani, ma per i turisti di tutto il mondo. Uno dei posti più conosciuti, con il famoso Glacier Point (nella foto in basso) che regala a fotografi e non una vista mozzafiato sull’intera valle, con annesse montagne e cascate, a 3200 piedi di altezza.

Il parco conta circa 15mila visitatori nei weekend, 4 milioni durante tutto l’anno, mentre agosto rappresenta una dei mesi preferiti per chi viene da oltreoceano. Motivo che ha spinto i più temerari a continuare le visite, nonostante il divampare di incendi sia peggiorato giorno dopo giorno: come ha raccontato il portavoce del parco, infatti, per ogni 10 persone che cancellano i tour prenotati da mesi, altrettante sono pronte a prenderne il posto. Con il fuoco degli ultimi giorni, circa 4500 strutture sono state evacuate, con danni pari a 20 milioni di dollari. Lo sforzo dei vigili del fuoco negli ultimi giorni è stato principalmente quello di pulire il parco dai rami secchi intorno alle famose sequoie giganti, alberi vecchi 2000 anni, esemplari esclusivi della California.


Al di là dall’aspetto ambientale, ovviamente di primissimo piano, ciò che preoccupa il governo locale è anche la fornitura di acqua della zona. Il consumo idrico di 2,6 milioni di persone dipende dall’Hetch Hetchy (nella foto in basso), una riserva naturale che garantisce il 75% della fornitura idrica di San Francisco, situata a meno di 10 km di distanza dall’incendio. Due terzi delle strutture idro-energetiche sono state disattivate per evitare ulteriori guasti dopo che, lo scorso sabato, 12 miglia di reti elettriche sono state danneggiate dalle fiamme. L’interruzione di energia avrebbe potuto avere un effetto devastante sulla gestione di strutture di primaria importanza, come il San Francisco International Airport, il San Francisco General Hospital, le stazioni di polizia e altri uffici pubblici. Il rischio e' stato finora scongiurato grazie all’acquisto, da fonti esterne, di elettricità per 600mila dollari.

Altro dato da registrare riguarda il numero di vigili del fuoco coinvolti: la California ha speso finora 7.8 milioni di dollari per far fronte alla catastrofe, ma il 75% sarà comunque rimborsato da un’agenzia federale per le emergenze.


Nonostante, a oggi, nessuna luce sia rimasta spenta nella fog city, una certa preoccupazione si sta diffondendo tra gli addetti ai lavori, proprio in virtu’ della frequenza con cui gli incendi divampano nei boschi della California e non solo. Questi eventi, infatti, sembrano essere accelerati dal cambiamento climatico: negli ultimi anni, l'aumento delle temperature si e' associato a una riduzione della quantità di pioggia caduta nel corso dell’anno. Una siccità che aumenta il rischio di distruzione e di danni ambientali che, durante quest'estate, hanno coinvolto anche altri stati come l’Oregon, il Montana, l’Idaho e soprattutto l’Arizona, dove sono ancora vive le immagini dell’incendio che, lo scorso luglio, ha ucciso 19 vigili del fuoco.

ULTIMI AGGIORNAMENTI - Martedi' 27 agosto, 15 ore locali: Solo il 20% degli incendi e' sotto controllo, ma la situazione e' leggermente migliorata grazie all'aumento del livello di umidita' nell' aria. Sul sito di ABC7, rete locale della California, le immagini della distruzione http://abclocal.go.com/kgo/gallery?section=news/state&id=9217103&photo=1

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