Punto di non ritorno
28 Agosto Ago 2013 1219 28 agosto 2013

John Kerry e le parole sulla Siria

Dunque gli americani bombarderanno la Siria o almeno vorrebbero farlo entro pochi giorni. Un coro di proteste quasi improvviso, dato che la guerra in Siria c'è da due anni e il silenzio dei media, a volte, era quasi assordante.

Ora invece le parole sono arrivate: inaccettabile l'uso delle armi chimiche contro la popolazione civile. Il segretario di Stato John Kerry ha dichiarato: "Offesa l'umanità". È interessante riflettere da chi provengono queste parole: gli americani sono stati i primi ha usare armi batteriologiche con la distribuzione ai pellerossa di coperte intrise del virus del vaiolo. Gli americani per primi hanno usato armi atomiche in Giappone nel 1945. Negli anni 70, sempre gli americani, riversarono sulle foreste e nelle risaie del Vietnam e del Laos circa cento milioni di litri dell'Agent Orange, la prima arma chimica di distruzione di massa utilizzata in guerra, e i cui effetti sono ancora ben visibili nelle deformazioni con cui nascono i bambini a trent'anni di distanza.

Poi la propaganda mondiale attraverso milioni di film - che hanno fatto passare gli Usa come i buoni che salvano il mondo - ha fatto il resto. Tiziano Terzani diceva: "Una delle più straordinarie capacità dell'America è quella di produrre immagini estremamente positive di sé, di crederci e di fare in modo che anche gli altri ci credano".

In ogni decennio ci ritroviamo davanti a un paese - l'America - che ha sempre trovato un nemico da combattere, dei cattivi nel mondo e una guerra 'giusta' da iniziare; forse è una pessima conseguenza del ragionamento occidentale che si illude ostinatamente di essere sempre dalla parte del giusto, della verità e di sentirsi in obbligo di esportare i propri valori (tra cui la tanto decantata democrazia).
Nel tempo siamo stati messi in grado di accettare anche la loro politica estera, senza riflettere troppo sulle parole di 'offesa all'umanità' per giustificare l'ennesimo intervento armato.

E noi italiani siamo i soliti pecoroni che ci vanno dietro. Forse.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook