Andrea Guarise
ABC. A-Always, B-Be, C-Closing
29 Agosto Ago 2013 0845 29 agosto 2013

Via l’IMU, arriva la service tax: la chiamiamo riforma?

Nella serata di ieri è stata presentata la riforma sulla tassazione sulla casa: via l’IMU, arriva la service tax. Conferenza stampa del Governo in “pompa magna”, e facce più rilassate dei vari membri dell’esecutivo, ma ancora tanta incertezza. Andiamo per punti.

Primo punto - L’IMU è stata cancellata, per cui la rata di giugno, spostata a settembre, e quella di fine anno, non dovranno essere pagate. Bene, primo punto chiaro.

Secondo punto - Ma le coperture nel bilancio dello Stato? Sono tre le vie elencate da Enrico Letta: la prima, i 10 miliardi di rimborsi dei crediti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle aziende, liberati per ottenere poi i fondi per le coperture necessarie dal maggior gettito Iva atteso. L’aspetto cardine è “gettito Iva atteso”, atteso = previsto, non certo. La seconda via è la riduzione della spesa pubblica. Domanda: quale parte dei circa 800 miliardi del bilancio statale? Non è dato a sapere. La terza via è la tassazione del mondo dei giochi. Ma come ricorda il giornalista Riccardo Bonacina in un tweetsulle concessionarie slot pendeva condanna x 98 mld per evasione, commutata in 2,5 mld, nel decreto di ieri chiusura contenzioso a 700 mln!”, per cui, personalmente non mi è molto chiaro come vorrà intervenire il Governo.


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Terzo punto - Arriva la service tax, che si abbina all’ex Tares, la tassa sui rifiuti e sui servizi, e che come riporta la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri sarà divisa in due parti: la prima per coprire il costo della raccolta dei rifiuti (che si paga in base ai metri quadrati dell’immobile, e da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani) e la seconda parte per i servizi indivisibili (trasporti pubblici, scuole, polizia, giustizia, ecc...) pagata in parte dagli occupanti e in parte dai proprietari degli immobili. Considerazioni: per i proprietari di immobili, prima casa, l’IMU in pratica è sostituita dalla service tax, perché, come proprietari e abitanti della loro casa producono rifiuti e usufruiscono dei servizi pubblici, per cui la novità sarebbe? Altra questione: per i proprietari di seconde case, l’imposta sui rifiuti verrà pagata dagli affittuari o locatari che dir si voglia, mentre per la parte dei servizi pubblici la quota da corrispondere verrà suddivisa. Ma in che percentuale? Anche questo aspetto non è dato a sapere. Il carico fiscale maggiore, sembrerebbe quindi essere passato dai proprietari agli inquilini.

Quarto punto - Per quanto concerne la deducibilità per le imprese e per i locali funzionali all’attività di impresa (dove in realtà a mio avviso era il primo punto su cui intervenire), e per i locali legati al no profit, non sono stati ancora presi decisioni definitive.

In conclusione credo che, ad oggi, si possa dire che la tanto agognata riforma, che ha tenuto in fibrillazione politica il Governo, abbia partorito il consueto italico problema: tutto è ancora incerto e rimandato al 15 ottobre, quando il decreto di accompagnamento alla Legge di stabilità dovrebbe riportare le coperture e fare quindi maggiore chiarezza.

Un’ultima domanda: dobbiamo chiamiare tutto questo, riforma?

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