Re fuso
2 Settembre Set 2013 0936 02 settembre 2013

Non per loro, ma anche per loro

I Love Sarah Jane - Sub Italiano from Perdido on Vimeo.

Ho sempre pensato - e scusate, quindi, se mi ripeto - che scrivere per bambini significhi scrivere anche per bambini: avere un pubblico in più, non uno in meno. Agli autori che sto seguendo come editor, per Topolino, continuo a ripetere: quando cercate un soggetto per una storia, pensate a qualcosa che piaccia a tutti, bambini compresi... non a qualcosa che piaccia ai bambini e magari, chissà, anche agli adulti.

Stesso discorso quando si scrive per ragazzi. O per "giovani adulti". Penso che un libro come It, se uscisse oggi, sarebbe considerato uno young adult (con il rischio di vederlo spaccare in una trilogia). Il mondo degli adolescenti è un mondo duro, talvolta spietato e feroce. Una fase della vita più bella da ricordare che da vivere. Che ci resta dentro, per sempre. Non si esce mai del tutto dall'adolescenza. Un discorso su cui tornerò nei prossimi giorni, credo, parlando di una cosa mia (qualcuno avrà già indovinato, lo so, è facile). Ma che è importante in un senso generale.

Già che ci siete, guardatevi questo corto, che tra l'altro mi ha influenzato all'epoca del mio primo romanzo. Non è recentissimo: ha preceduto il grande ritorno della moda degli zombi, il che va a suo ulteriore merito. Vale una riflessione su quanto detto sopra.

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