Sogni di merito
3 Settembre Set 2013 1011 03 settembre 2013

Le tasse non devono pagare la komunista Presa Diretta

In pratica con le nostre tasse finanziamo programmi komu.

Come Presa Diretta, ieri sera su Rai 3.

La trasmissione scorre inesorabile sotto i commenti del conduttore vergognosi, ideologizzati e marxisti, e accompagnata dalle musiche che fungono da colonna sonora coprotagonista dei servizi. Musica che neanche in un thriller di David Fincher...

Il konduttore si lamenta che esistano cittadini liberi che possano comprare case a Londra, visto che è un investimento certamente più sicuro che nel paese delle tasse, della guardia di finanza costretta dai legislatori a tormentare i cittadini colpendo sempre e solo i soliti noti, del futuro incerto e della burocrazia mafioseggiante.

Cercano anche di far sembrare una cosa impura il fatto che chi può mandi i i figli via in salvo da Declinolandia o perfino li iscriva in università migliori di quelle fornite dal sistema statale. Come se un ragazzo che possa studiare alla London School Economics ma è nato a Messina, fosse costretto dallo Stato buono e morale a pagare l'equivalente della retta LSE e del costo della vita Londinese alla peggior università italiana, capitale di sprechi, clientelisimo e baronie dei soliti noti.

In pratica per lui investire sul futuro dei propri figli quando se ne ha la possibilità è un peccato immorale, come spenderli in droga o mignotte.

Si lamenta poi che, per colpa dell'IMU cancellata, non si potrà aumentare la spesa pubblica per l'occupazione. Abbiamo infatti bisogno di più forestali e di più bidelli, ne abbiamo troppo pochi.

Ma licenziati tu che di sicuro avrai uno stipendio annuale pagato da noi con 6 cifre.
Qualcuno spieghi a cashmere&martello che la spesa pubblica negli ultimi 16 anni è aumentata del 69% (al netto degli interessi sul debito).

Così con il tuo stipendio potremo assumere qualche forestale in più o, magari più intelligentemente, li risparmiamo e rimangono in tasca a noi, gestori migliori del nostro denaro.

Questi fanatici dell'egualitarismo verso il basso, che odiano la libertà e sposano quel sogno malato dell'efficienza pubblica, convinti che i soldi gestiti dallo stato siano gestiti meglio che da noi, mi sconvolgono e fanno paura.

La loro ideologia cieca si basa sulla più faziosa base marxista: la ricchezza è una colpa da espiare perché i soldi derivano dallo sfruttamento di qualche povero, dalla disonestà ed essa è utilizzata male per lussi immorali.

Perciò, per loro, è corretto svolgimento delle cose che lo Stato espropri la libertà a chi ce l'ha, rendendo tutti ugualmente poveri e sudditi. Tutti costretti ad essere studenti dei baroni di Messina, tutti aspiranti forestali.

E' giusto però (per me) evidenziare che il konduttore è il simbolo del problema: un finto proletario iperpagato con soldi pubblici. Come il resto del tumore italiano, che spazia da deboli sudditi, i quali per una pagnotta nel pubblico vendono il loro consenso, alle decine di migliaia di dirigenti pubblici (ma anche barbieri del senato), classe politica e uscieri vari, che guadagnano più di qualsiasi loro equivalente degli altri paesi occidentali (per quei lavori che esistono, visto che dubito che in Germania o States vi siano quei finti lavori mitologici che ha la nostra PA).

Sono loro da colpire, sono loro i bersagli su cui indirizzare il malcontento popolare.

Sono loro la causa di tutti i mali (ad onor del vero una delle, ma una delle fondamentali).

A loro le persone libere, che producono beni, stipendi e ricchezza per sè e per gli altri, versano dal 60 al 70% di tassazione effettiva.

E' il pizzo di stato.

twitter @gioviravetta

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