Padania Valley
4 Settembre Set 2013 1415 04 settembre 2013

La parte non è il tutto, Renzi, Tosi e Casaleggio

Dolce Settembre che schiarisce le idee dopo i caldi d’estate, le temperature bollenti di cui parla Casini …

Non è mai semplice scrivere al rientro dall’estate perché in vacanza, per chi ci va, pare sempre che si possa dire tutto il contrario di tutto, schermaglie un po’ dovute, un po’ noiose, un po’ inutili.

Ma l’estate termina e la ripresa dell’attività istituzionale ricomincia, dopo un mese di Agosto che ha visto stare al lavoro nel territorio, se pur con modalità diverse, solo Umberto Bossi e Gianni Cuperlo il primo con militanti ed elettori nelle numerose feste a cui ha partecipato e con i sindaci del varesotto per preparare le amministrative in provincia di Varese; il secondo, come d’abitudine, in silenzio o quasi, incontrando la squadra diffusa che piano sta nascendo attorno alla sua candidatura, una squadra diffusa che cresce tanto sull’elaborazione quanto sulla capacità organizzativa, una squadra diffusa che prova ad intercettare il momento giusto.

Gianni Cuperlo non è uno sprovveduto, Umberto Bossi non è solo un ottimo comunicatore, ma un politico che rimane a tutt’oggi “Un Gigante” come lo definì Giancarlo Giorgetti nella primavera di un anno fa.

Più netto ancora il giovane leader europeo Enrico Letta che miete consensi personali, pur nella difficile sfida di governo “Napolitano? Un gigante e chi lo critica è una formica”.

Enrico Letta, il giovane leader europeo non ne ha sbagliata una sino a questo momento, ma non per questo il suo mandato andrà necessariamente a buon fine: troppo deboli su Expo ancora, bloccato sull’aggiornamento del concetto di sussidiarietà in campo sociale e nel riportare a casa gli sforzi internazionali di medie e grandi imprese.

Forse il giovane leader europeo dovrebbe frequentare maggiormente lo Stadio di San Siro non solo perché proprio in questi giorni Milan e Inter hanno dato il via libera alla trasformazione dello stesso in senso europeo, avvicinando uno dei primi simboli della capitale economica agli standard inglesi, ma perché non vanno dimenticate le parole dell’allora Presidente dell’Associazione Conferenza dei Presidenti dei consigli regionali Davide Boni “premiamo Massimo Moratti e con lui l’Internazionale per aver portato Milano protagonista sulla scena internazionale, per aver riportato sul territorio risorse economiche e averle investite in sport diffuso”.

Forse il giovane leader europeo dovrebbe domandarsi le ragioni profonde e culturali che hanno portato il suo Ministro alla Difesa Mario Mauro a citare Alessandro Manzoni nello speciale TG1 sulla Siria.

Forse il giovane leader europeo dovrebbe domandarsi perché la prima uscita pubblica di Luca Cordero di Montezemolo avviene proprio in Sicilia, terra magnifica ma che più di tutte oggi necessità di essere “riagganciata al mercato unico europeo” come racconta Rodolfo, piccolo imprenditore eoliano, per non abbandonarla ad un difficile ruolo di cerniera solo con una metà del mondo.

E allora benissimo l’ operazione culturale del Presidente Napolitano nella nomina dei Senatori a Vita perché abbiamo tutti bisogno di masticare dimensione internazionale, ricerca e cultura per tornare a crescere e chi pensa di ingabbiare il Presidente in vicende tutte politiciste non ha compreso a fondo i messaggi di questi giorni del Cardinale Scola che ricorda la figura di Martini e di Papa Francesco sul giudizio della Storia; chi pensa di ingabbiare il Presidente in vicende di partito dimentica che l’obbligo di tutti e quello di trascinare il Paese fuori dalla crisi e chi se ne dimentica a sto giro paga dazio, politico od economico che sia.

E mentre Umberto Bossi sceglie la festa di Buguggiate (VA) per articolare meglio il suo progetto sui fabbisogni energetici territoriali, dispiace in quest’occasione l’assenza del Segretario Provinciale leghista; e mentre Flavio Tosi lancia la sua intelligente fondazione, dispiace scoprire che in Veneto la Lega perde tesserati in una dimensione importante quasi come quella del PDS milanese nel decennio successivo a tangentopoli che rese quel partito sul territorio inconcludente sino ai giorni nostri; e mentre Massimo Bitonci e Daniele Belotti scelgono Bergamo per mettere al centro la dignità della persona, il primo rilanciando in questo senso la riapertura delle case chiuse, il secondo centrando sulla capacità di spesa del Comune per far fronte alla crisi economica, dispiace vedere il Presidente Maroni rinunciare al confronto con Maurizio Martina, bergamasco doc sul ruolo che Expo deve avere per il tessuto economico e sociale lombardo, dispiace vedere il Presidente Maroni punire con i suoi atti per l’ennesima volta i cittadini dei quartieri popolari assecondando e non smentendo le dichiarazioni del suo Assessore alla Casa … dispiace anche perché le risorse economiche di Regione Lombardia non sono infinite e questo lo sappiamo tutti maggioranze, opposizioni e liste civiche che siano.


E allora forse Enrico Letta dovrebbe ascoltare di più il suo Ministro Gaetano Quagliariello che saggiamente dice “il governo deve farcela con i propri mezzi, non possiamo sempre star lì ad aspettare il Presidente Napolitano che ci tolga le castagne dal fuoco”.

Forse Matteo Renzi e Flavio Tosi dovrebbero tornare a studiare la storia che ha portato al successo di Berlusconi e Forza Italia: prima di tutto un’operazione culturale di massa e solo dopo molto tempo e attraverso un percorso socialmente logico, un partito.

Berlusconi non è mai stato in fatto di organizzazione né Valter Veltroni né Gianfranco Fini. Forse la parte non è il tutto e continua ad avere ragione Casaleggio: Chi produce valore aggiunto nell’era dell’innovazione tecnologica? Chi lo fa in Italia ancora povera ed arretrata sul terreno delle reti? Chi si candida a trascinare la nostra economia? Tra Cota il silenzioso che fa i fatti, e Zaia che parla e indica la via, per PadaniaValley la sintesi c’è.

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