Italian Perpetuum Mobile
7 Settembre Set 2013 1534 07 settembre 2013

Biciclette e libertà

Partiamo dicendo che mi piace tanto la bicicletta. Vi elenco i (miei, naturalmente) motivi di tale attrazione:

1. Trattasi di mezzo economico tanto per quanto riguarda l'acquisto quanto per la manutenzione, non necessitando di carburante alcuno né di assicurazioni;
2. Tipicamente non rischia di lasciarvi a piedi;
3. Occupa poco spazio ed è veloce;
4. Può essere trasportata senza troppa fatica sui treni;
5. Favorisce la vostra forma fisica garantendo un ottimo esercizio;
6. Non emette alcunché nell'aria, preservando al meglio l'habitat degli esseri viventi;
7. Consente la visualizzazione del paesaggio circostante e l'interazione umana

Per ora non me ne vengono in mente altri, ma vi avviso che li ho elencati in senso inverso rispetto alla mia preferenza. Ora, diciamo pure che non ho una bicicletta.

Il motivo è da tracciare nel fatto che mi è sempre parso evidente che l'abitante medio dei posti in cui ho vissuto non condividevano la mia predilezione. Essi si son sempre ostinati (in modo piuttosto irritante, per come la vedo io) a usare l'automobile per qualunque spostamento, anche minimo.
Ora, l'automobile è senz'altro una grandissima trovata, per carità. Essa consente spostamenti rapidi verso luoghi lontani, protegge dalle intemperie, permette facilmente il trasporto di oggetti e individui (tendenzialmente bambini) incapaci di muoversi in autonomia.

Non vi sto qui a raccontare gli svantaggi dell'automobile, perché tanto penso che li sapete (e immagino che il primo a cui pensate sia il costo del carburante, poi se mi sbaglio e vi siete offesi me lo dite...), che poi sono l'opposto dei vantaggi della bici che ho messo sopra. Dico solo che a causa dell'amore smisurato verso l'automobile dell'abitante medio dei posti dove ho vissuto non si riesce né a camminare tranquillamente a piedi né tantomeno a usare questo fantastico mezzo che si chiama bicicletta. Inoltre, anche se io volessi azzardarmi a tentare di usarlo, non credo che ne sarei tanto capace, vista la notevole presenza del mezzo rivale (non credo che sarei capace di praticare uno sport estremo come lo slalom in mezzo alle auto, ma anche se ci riuscissi non mi piacerebbe beccarmi i gas di scarico dritti in faccia).

Qualcuno sta faticosamente tentando di istituire una cultura della pedalata anche in tali posti, per mostrare come a lungo andare ci si senta bene, come si risparmi e come sia tutto molto bello. Ci riusciranno, sul lungo periodo? Glielo auguro di cuore!
Frattanto, prima di vedere i risultati, vi allego la fonte che mi ha stimolato questa riflessione. Mi trovavo su un aereo British Airways e nell'attesa di poter accendere il tablet per godere dell'e-libro che ho sottomano al momento, leggevo il loro magazine di bordo (devo dire che è ben fatto). Ci ho trovato questo, appunto:

http://www.bahighlife.com/Destinations/Cycling-in-Chengdu.html

In sostanza si narra delle vicende di un luogo in Cina dove molti ragazzi stanno ristabilendo una cultura della bicicletta, a dispetto del fatto che la nazione intera stia velocemente perdendo il suo status di paese delle bici. Evidentemente gli abitanti dei luoghi miei non sono gli unici a pensare che è meglio l'auto sempre e comunque.

Qui trovate invece uno studio che ha stilato un ranking delle città del mondo più bicycle-friendly:

http://copenhagenize.eu/index/index.html

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