I gessetti di Sylos
8 Settembre Set 2013 0934 08 settembre 2013

L'esito del G20? L'autonomia politica tedesca

Il G20 di San Pietroburgo non ha detto praticamente nulla per risollevare le sorti dell’economia mondiale, segno che le forze che ci hanno portato alla crisi e che impediscono di superarla sono ancora forti e condizionano la politica mondiale, qualunque sia il colore politico dei singoli governi. L’esito più importante di questo vertice, a parere di chi scrive, sta nel ritorno della Germania quale protagonista “autonoma” nella politica estera, cosa questa che non mi pare sia stata messa in evidenza in maniera adeguata dai media. Sulla questione della Siria la Germania si è staccata sia dall’Europa, differenziandosi dalle posizioni di Francia, Inghilterra, Italia e Spagna, sia dall’Alleanza Atlantica, di cui pure fa parte, che oltre ai predetti paesi comprende anche Usa e Turchia, anch’essi su posizioni opposte a quelle tedesche. Con questo comportamento la Germania completa i 180 gradi dello spostamento della propria posizione internazionale rispetto a quella assunta subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo quel tragico evento la Germania fu divisa in quattro parti ognuna delle quali sotto il controllo di una delle potenze vincitrici della Guerra (Usa, Urss, Inghilterra, Francia). Dopo qualche anno le tre potenze occidentali ritirarono le loro truppe di occupazione, unificarono le rispettive zone e indissero elezioni democratiche, l’Urss invece si ritirò solo dopo aver insediato un governo comunista. Nacquero così nel 1949 le due Germanie. Da quel momento, mentre la Germania dell’est non riuscì più a esprimere una propria volontà essendo sottomessa all’Urss, quella dell’ovest si propose da subito l’obiettivo di perseguire la riunificazione, sia pure senza un termine preciso. Ma prima di questo, fu perseguito l’obiettivo della sicurezza nazionale, che all’epoca voleva dire difendersi da eventuali disegni espansionistici sovietici, e per questo l’alleanza con gli Usa prima e quella Atlantica dopo (1955) diventarono il faro della politica estera della Germania Occidentale. Si può dire che il disegno (o sogno?) di De Gaulle di creare un’Europa terza potenza alla pari di Usa e Urss si infranse proprio contro l’intransigenza atlantica di Adenauer, il quale si sentiva sicuro solo sotto l’ala protettrice americana. Bisogna aspettare l’Ostpolitik di Willy Brandt dei primi anni settanta per vedere la Germania recuperare un minimo di iniziativa in politica estera. Da quel momento la Germania Ovest cominciò una lenta ma costante penetrazione economica nell’est europeo, con l’obiettivo più o meno esplicito di pervenire un giorno anche all’unificazione, unificazione che poi avvenne nel 1990, all’indomani del collasso dell’impero sovietico. Però anche questa ripresa di iniziativa della Germania non aveva mai comportato cesure drastiche nei rapporti con le altre potenze atlantiche o quanto meno con quelle europee, e l’asse franco – tedesco aveva continuato a reggere. Penso che questa del G20 di qualche giorno fa sia stata la prima volta che la Germania, oltre tutto riunificata, abbia voltato le spalle contemporaneamente all’Alleanza Atlantica e ai principali paesi dell’Unione Europea, e trovato un’intesa con la Russia. Quale sarà l’obiettivo di questa svolta? Forse tende solo a non collaborare alla politica di preminenza nel Mediterraneo che la Francia sta perseguendo da diversi anni, vista anche l’ormai irrilevanza politica dell’Italia, proprio per compensare quella verso l’Est della Germania? O ha un significato più ampio, di segnalare al mondo che la Germania riunificata riprende la sua iniziativa politica … e militare? Un brivido corre lungo la schiena. Ma forse quest’ultima è solo fantapolitica, anche perché la Germania non è potenza nucleare.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook