Il prossimo ex-precario
9 Settembre Set 2013 1030 09 settembre 2013

Manda il tuo smartphone in paradiso (e poi bestemmia)

Se i robot dovessero scatenare una guerra contro noi umani vincerebbero sicuramente ed in pochissimo tempo. Roba di pochi giorni, altro che gli anni prospettati dalle saghe di Matrix o Terminator.

Ed il motivo è semplice: siamo troppo stupidi. Chiariamo, non è un giudizio relativo alla nostra capacità di imparare nuove cose, di evolvere e di risolvere problemi con la logica, ma esistono situazioni in cui è sufficiente l'input giusto per farci regredire allo stadio di uomini delle caverne o, se vogliamo essere più gentili con la nostra specie, a quello di bambini sotto i 5 anni.

Gli uomini (ma non voglio con questo escludere in alcun modo una cospicua parte del genere femminile) sono condannati da Madre Natura ad avere un cervello con un limite importante: la presenza di un interruttore On/Off. C'è da riparare uno spinterogeno? On, e in massimo un'ora anche il peggior analfabeta ne avrà compresi meccanismi e funzionamento. Partita in tv? On, ne sappiamo più noi di tattica e movimenti in campo che il miglior allenatore uscito da Coverciano. Si parla di tette? Off, fammele palpare per 15 minuti e ti cedo la mia American Express, ti intesto la villa al mare e invitiamo tua madre a stare da noi per un mese.

Esiste anche un altro tasto su cui spingere per rincretinire completamente un uomo adulto apparentemente nel pieno delle proprie facoltà mentali. No, non è la birra (beh, è anche la birra...), è quando si fa leva sugli istinti ancestrali, quei comportamenti innati che, seppur dopo millenni di evoluzione, ci riportano all'istante al tempo di Cro-Magnon.

Un esempio? Lanciare in aria le cose. Prendere un sasso, una Bic, un libro, il tocco della laurea o tuo figlio appena nato e scagliarlo più in alto che puoi, fino a vederlo sparire per un istante. È una di quelle emozioni innate che, a qualsiasi età, ti farà increspare le labbra in un sorriso a 32 denti. Sempre a patto di riuscire a riacciuffare l'oggetto (o il pargolo!) prima che si sfracelli a terra.

Sfruttando questo desiderio insopprimibile di vedere volare le cose e combinandolo con una spiccata propensione alla competizione (una sorta di celhopiùlungodite, valido però in egual modo per le donne), i norvegesi della CarrotPop hanno prodotto una app per smartphone dal sapore di presa per i fondelli. Si chiama "Send me to heaven", mandami in paradiso ed ha il funzionamento più semplice dall'invenzione della ruota a questa parte. Si installa l'applicazione, la si fa partire e poi si lancia il cellulare il più in alto possibile. Grazie all'accelerometro contenuto nel telefono, l'applicazione misurerà l'altezza raggiunta e il risultato potrà essere condiviso con amici, parenti, ma soprattutto (per il nostro ego) in una classifica mondiale aggiornata di giorno in giorno.

Apple ha rimosso l'app dal proprio store. Troppa gente che sfascia il melafonino e poi si presenta per la sostituzione in garanzia ("signora, cosa è successo a questo telefono?" "Boh, non so, mi sono svegliata e l'ho trovato già così, in mille pezzi"), troppe recensioni negative in rete ("grazie a questo giochetto imbecille ho sfasciato la finestra del mio vicino di casa", "applicazione proprio stupida", come se l'iPhone si fosse lanciato in aria da solo...).

Android non è così preoccupata per i propri utenti e dunque sul Play Store si può tranquillamente scaricare "Send me to heaven", a costo zero e con la recondita speranza che la gente distrugga, e quindi sostituisca, sempre più smartphone da 500 euro a botta (in tutti i sensi!)

Su Youtbe si sprecano già i video di provetti lanciatori seriali che, utilizzando l'acronimo S.M.T.H., mostrano al mondo le loro imprese. Per migliorare i propri record (al momento la Top 10 mondiale vede al primo posto tal Liato, capace di sparare il proprio cellulare a 44,19 metri, praticamente un palazzo di 12 piani) ci si inventa di tutto mini-razzi (vietati espressamente nelle avvertenze della app), paracaduti (idem) o, nuova tendenza delle ultime settimane, fionde artigianali capaci di catapultare il proprio telefono dove osano le aquile. Tutto sta poi nel riprenderlo.

Forse i robot hanno già iniziato la loro crociata contro gli umani e questo è uno dei mezzi per annebbiare le nostre menti mentre loro radunano le truppe (gli altri sono senza dubbio Candy Crush e Amici di Maria), ma, in tutta sincerità, spero facciano in fretta ad annientarci perchè il mio conto in banca è seriamente a rischio collasso. Ho installato l'applicazione ieri sera e ho già colpito il soffitto di casa due volte.

Ho bisogno di più spazio, devo scalare posizioni in classifica, devo andare più in alto!

Il mio Samsung sta per diventare un novello Icaro 2.0...

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